Selva: usò un’ambulanza, niente dimissioni.
«I cittadini non vogliono, Silvio nemmeno, come faremo con questo cialtron?!?»
Massimo Franchi
Aveva finto un malore e chiamato un’ambulanza per poter arrivare in tempo ad un dibattito televisivo nel giorno della visita a Roma di Bush. Se ne era vantato in studio a “La7″: «Trucchi del mestiere di quando facevo il cronista». Per fortuna qualcuno si era indignato (anche fra le fila del centrodestra) e l’ineffabile Gustavo Selva era stato costretto a prendere una dolorosissima decisione: «Mi dimetto da senatore», rinunciando a tutti i privilegi per dimostrare di aver capito di averla fatta grossa. Lo spiegava in una lettera strappalacrime presentata al presidente del Senato, Franco Marini. Parole al vento. Un mese è un tempo sufficiente per lasciar passare la buriana e rimangiarsi tutto.
Naturalmente il dietrofront va motivato e allora ecco la scusa più facile:
«I cittadini mi chiedono di restare».
Quali «cittadini»? Quelli del centrodestra. «Un voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il governo Prodi. Questo travolge ogni altro ragionamento che mi spingerebbe alle dimissioni. Per questo assumo su di me la responsabilità di ritirare le dimissioni».
La dichiarazione in aula ha provocato le reazioni di molti colleghi. Ma c’è da scommettere che questa volta quella vecchia volpe di Gustavo Selva non cambierà più idea.
Il discorso è durato oltre 25 minuti e si è concluso tra i boati della maggioranza.
Eccone alcuni stralci da antologia. Partendo dalla chiusa. «Vergognoso, irresponsabile, indegno. Con questi 3 aggettivi squalificanti il ministro Livia Turco ha marchiato a fuoco il mio comportamento. Ora lasciamo stare i primi due, ma indegno sta a significare che indegno è che io resti qui. Mi dispiace per il ministro Turco, ma a me interessa di più il giudizio dei tanti cittadini che mi chiedono di restare. Per questo assumo su di me la responsabilità politica di ritirare le dimissioni presentate l’11 giugno. Resterò qui». Che Culo che abbiamo noi Italiani!
Testo scritto e pila di libri sul banco ai quali fa continui richiami. L’autodifesa di Selva passa per il ripercorrere tutta la sua storia, giornalismo compreso, e anche la storia del paese. Attacchi frontali, tra citazioni e ricordi, al comunismo. Attacco frontale a Livia Turco: «Scatenò quelle menzogne per riequilibrare in quei giorni la bufera che coinvolgeva Fassino e D’Alema, i quali si sono ben guardati dal dimettersi».
Ma ecco «i fatti veri» raccontati da Selva: «Ho cercato per 30 minuti con un agente di polizia di far arrivare un taxi almeno fino a ponte Cavour, ma invano. Il blocco per la presenza di Bush era ferreo». Inoltre, e questo è uno scoop, dice, «quelle concitate telefonate mi provocarono delle fibrillazioni cardiache e quindi sono stato messo sull’autoambulanza di palazzo Chigi e sono andato all’ospedale San Giacomo, poi ho proseguito sino agli studi di La7 tra asini che volavano e valvole cardiache che come farfalle impazzite mi ronzavano nelle orecchie».
Poi accade il “miracolo”. «Mi sono rapidamente ristabilito e mentre palazzo Chigi mi proponeva una seconda auto, con l’autista dell’ambulanza si è deciso che fosse lui a portarmi a via Novaro», dov’era lo studio dell’emittente La7. Quando si dice la fortuna.
Selva torna ad accusare Turco ricordando che «qui si inserisce un altro fatto falso», e cioè quando dice, che «il bilancio poteva essere più tragico, e poteva accadere, in caso un’altra persona avesse avuto bisogno dell’ambulanza». Ecco, «questo non poteva accadere», aggiunge il senatore, perchè l’ambulanza «era a disposizione solo per chi si trovava a palazzo Chigi, e i Politici sono come la gramignia, non muoiono mai». Quindi scusatemi ma il mio culo ne sente la mancanza, torno a sedermi sulla mia poltrona e fanculo a tutti voi che non mi amate e non mi capite, io sono amico intimo di Gianfranco e quindi «resto anche se mi prendete a sbarate nel culo, vivere a sbafo è troppo insito in noi fascisti per andare a lavorare rinunciando a rubarvi l’ambulanza imbecilli comunisti lavoratori di merda e nemici di Silvio che non siete altro»
Selva elenca anche le numerose e-mail che gli sono giunte in quei giorni: «maledetto ladro», «cane, si vergogni», «schifoso maledetto», «di cuore, sei un ladrone della cosa pubblica per cui rinuncia alla tua carica e sparati un colpo in testa».
Ma lui legge tra le righe un “Selva rimani, facci sognare, sei il nostro “Senatore Ambulante(za)!“, “W Tè, morte a mè che aspettavo l’ambulanza!!“, e “Facci sognare New-Beniten Muxxolennen!! Io Teteschen rimasten in Italien per rivedere ambulanza con Senatore Fascista dentren!!” e via discorrendo! Un Veggente insomma..
Manca ancora l’affondo alla “comunista Turco”. Eccolo. «Le parole del ministro Turco mi hanno addolorato, offeso, ma non meravigliato. Vedo che il lessico vetero-comunista per infangare l’avversario politico resta duro a morire in una senatrice post-comunista».
Dopo aver ripercorso la sua carriera, prima come giornalista, e ora come parlamentare, dopo aver ricordato un’autombulanza famosa per le strade di Roma prima della sua (il riferimento è a Benito Mussolini), Selva dice di «non essere mai stato toccato da una sola accusa di corruzione, concussione, tangenti, associazione mafiosa o consumo di cocaina». Anche per questo è poi passato a pontificare sui costi della politica, come se il suo agire non avesse niente a che fare con i privilegi dei politici. Certo, dice ancora l’esponente di An, avviandosi alla conclusione ad effetto, «l’uscita dal Senato sarebbe una bella morte politica di un eroe per un giorno. Ma molti messaggi di cittadini mi invitano a restare. Sono un numero in più per la Cdl e mi dispiace per la turco e assumo su di me la responsabilità di ritirare le dimissioni». E vià di nuovo col “Culo sulla Poltona!!”
Il ritiro delle dimissioni non mi lascia stupito, mi aveva stupito il fatto che le avesse presentate, ma forse in quel momento stava male ed aveva bisogno di un autobulanza…
Commento di Paolo — luglio 18, 2007 @ 6:27 am
[...] E poi ti inventano queste perle… che buffoni: Arraffanza Nazionale colpisce ancora! Al “Peggio non c’è mai fine” [...]
Pingback di V-day » Naufraghi nella rete — luglio 19, 2007 @ 3:18 pm
Ho scritto due righe anche io sul mio blog.. è veramente senza vergogna…
Commento di Daniele — luglio 20, 2007 @ 8:22 pm
l’ambulanza ha fatto bene a prenderla,il vero peccato è che non c’è rimasto secco dentro, si doveva ricorrere ad una rianimazione al contrario. A tale scopo, tale cura!!
Commento di stefano — settembre 8, 2007 @ 9:32 pm