Dalla settimana scorsa si può essere certi che saranno veritiere le risposte date dal sito Libero.it sulla copertura Adsl, quando l’utente inserisce il proprio numero di telefono. È l’effetto di una sentenza del tutto eccezionale pronunciata dal Tribunale di Roma a favore degli utenti, su azione del Movimento Consumatori.
Il problema è qualcosa di cui gli utenti si lamentavano da mesi su forum e newsgroup: se si inseriva un numero sul sito di Libero, spesso la risposta era che si era coperti dal servizio (Adsl normale o Adsl 2 Plus) e che quindi se ne poteva fare richiesta. A volte, però, era una risposta fasulla: l’utente scopriva solo dopo che l’Adsl non era in realtà attivabile (e perdeva così settimane nell’attesa) oppure che, a dispetto di quanto detto dal sito, la propria linea era coperta da Adsl normale e non da quella veloce disponibile sulla rete unbundling di Wind.
È probabile che Wind avesse corretto l’errore di questa funzione di ricerca già prima che arrivasse la sentenza del giudice; del resto è la classica bugia con le gambe corte e che non porta veri vantaggi all’operatore. Sta di fatto che, comunque, il giudice abbia considerato questo comportamento “lesivo degli interessi dei consumatori” e quindi ha condannato Wind a dire sempre con precisione da quali servizi è coperto un certo numero.
La sentenza impone inoltre a Wind, “per contribuire a ristabilire anche per il passato la corretta informazione, rimuovendo eventuali effetti pregiudizievoli delle violazioni accertate, la pubblicazione a cura e spese di Wind, per una sola volta, sui quotidiani a diffusione nazionale laRepubblica ed IlMessaggero di un avviso contenente il dispositivo di questa sentenza, con l’indicazione degli estremi del giudizio, dell’organo giudicante e delle parti a caratteri tipografici doppi del normale”.
Il caso è emblematico soprattutto di un problema: di quanta strada debbano compiere ancora gli operatori per raggiungere una perfetta trasparenza di comunicazione nei confronti degli utenti. Falliscono nel tentativo, a volte, anche quando avrebbero tutto l’interesse a riuscirci. Segno della frenesia che il marketing aggressivo dei servizi telefonici mette in seno agli operatori, rendendoli più inclini a distrazioni di questo tipo (volontarie o no).
Fonte Notizia/Articolo : www.Mytech.it