Angolo del Gigio

Gennaio 24, 2007

Nessuno dice che la Conoco, multinazionale statunitense del petrolio ha mantenuto aperta la proprio sede per due decenni a Mogadiscio, capitale della Somalia.

America fascistaQuesto significa solo una cosa: in Somalia il petrolio c’è eccome e se lo stanno succhiando i democratici States.

Le corti islamiche, spacciate dai media per cellule di al-Qaeda, sicuramente non hanno rispettato, (come a suo tempo i talebani cercarono d’impedire in Afghanistan l’oleodotto della statunitense Unocal) gli accordi e sono diventati un pericolo pubblico da bombardare…

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Se Al Qaeda non esistesse…
Massimo Fini – “Il Gazzettino” – 12 gennaio 2007

Se Al Qaeda non esistesse - come probabilmente non esiste - gli americani se la sarebbero inventata. Perchè adesso ogni loro violazione del diritto internazionale, ogni aggressione, ogni atto di pirateria di Stato, ogni occupazione, ogni invasione, ogni bombardamento viene giustificato col fatto che si volevano colpire terroristi o anche «presunti terroristi» (la presunzione è più che sufficiente) di Al Qaeda o anche solo «presumibilmente» legati ad Al Qaeda. Così sono stati motivati anche i tre raid aerei compiuti nei giorni scorsi nel sud della Somalia che hanno provocato, come minimo, trenta vittime civili: e si volevano colpire terroristi o «presunti» terroristi, «presumibilmente» legati ad Al Qaeda e, sempre presumibilmente, responsabili degli attentati antiamericani del 1998 in Kenya e Tanzania.

Pretesto risibile. Non tanto perchè nel 1998 Al Qaeda non esisteva ancora nemmeno nelle invenzioni del Pentagono e perchè è poco credibile che gli americani abbiano individuato proprio oggi gli autori di attentati compiuti nove anni fa, ma perchè i bombardamenti sono avvenuti, guarda caso, proprio nella zona dove le truppe etiopi, che hanno invaso la Somalia , stanno combattendo, - subendo forti perdite - le Corti Islamiche che, fino all’invasione, governavano la Somalia con l’appoggio della popolazione. L’intervento americano c’è stato perchè i carri armati etiopi, intrappolati in un bosco di acacie, si trovavano in gravissima difficoltà e non bastavano più. Ci voleva l’aviazione. Ecco allora i bombardamenti dei C130 “Spectre” americani che sono durati due interi giorni e sono stati “a tappeto” e niente affatto mirati, tant’è che nessuno dei presunti ricercati è stato ucciso o ferito.

Hitler come Bush, o viceversa!?!L’intervento americano conferma ciò che già si sapeva ma che veniva pudicamente taciuto. E cioè che l’invasione della Somalia da parte dell’Etiopia non è avvenuta semplicemente con la benevolenza degli Stati Uniti, ma che gli americani ne sono stati gli istigatori e che sono alleati degli etiopi in questa guerra di aggressione.

Quali erano le colpe della Somalia? Di avere un governo, quello delle Corti Islamiche, che non corrisponde ai canoni della democrazia e della cultura occidentali. Sembra che questo ormai basti per attaccare un Paese e occuparlo. Così è stato nel 1999, quando nessuna guerra al terrorismo era in corso e l’11 settembre era al di là da venire, con Milosevic, nel 2001 con i Talebani, nel 2003 con Saddam Hussein, nel 2007 con la Somalia, mentre sono già stati approntati i piani per spazzare con l’atomica, via Israele, il governo teocratico di Teheran.

Le democrazie occidentali sembrano aver preso il posto delle dittature nazifasciste degli anni Trenta. Quelle volevano spazzar via dalla faccia della terra le democrazie «giudo-pluto-massoniche», queste tutto ciò che non è «democratico». È cambiato qualcosa? No. A una protervia se ne è sostituita semplicemente un’altra.

Amrica fascista

Questa volta le Nazioni Unite, l’Unione Europea, moltissimi Stati occidentali fra cui persino la Norvegia che, chiusa nel proprio isolamento, di solito si tiene alla larga da queste questioni, hanno condannato i raid americani in Somalia. Ed era ora. Perchè gli Stati Uniti stanno assumendo il ruolo che Adolf Hitler ha avuto negli anni Trenta e, col pretesto di combattere il terrorismo che invece in questo modo favoriscono, ci stanno portando verso una nuova, e ancor più globale e terrificante, guerra mondiale.

www.massimofini.it

Fonte : www.disinformazione.it

Via la legge Pecorella: incostituzionale! Un’altra legge vergogna smontata! Periodo nero per il Caballero Mascarato e i sui accoliti.

 

Eccoli qua, il Gatto e la Volpe!

Antonio Di Pietro non avendo alcuna intenzione di mollare la sua antica passione per i temi della giustizia proprio mercoledì aveva annunciato una legge per abrogare ha però presentato la legge Pecorella. Non ce ne sarà più bisogno. La famigerata legge Pecorella – primo tassello delle cosiddette “leggi vergogna” di Berlusconi – è stata cancellata mercoledì sera dalla Corte Costituzionale.

Leggi vergogna, i 5 anni più bui dell'Italia!

 

L’Alta Corte l’ha bocciata e dichiarata illegittima.

Dunque tornano ad essere appellabili anche le sentenze di proscioglimento. In particolare, i giudici della Consulta hanno dichiarato illegittimo il fondamentale articolo 1 della legge nella parte in cui esclude che il pubblico ministero possa proporre appello contro le sentenze di proscioglimento. Illegittimo è stato dichiarato anche l’articolo che prevedeva come inammissibile l’appello proposto dalla pubblica accusa contro una sentenza di proscioglimento prima del 9 marzo 2006, cioè prima della data di entrata in vigore la legge Pecorella.

La famosa retroattività della legge ad personam che porta il nome l’avvocato Gaetano Pecorella, legale di Silvio Berlusconi, parlamentare di Forza Italia, presidente della commissione Giustizia della Camera nella scorsa legislatura e in questa sua ultima veste – ma in funzione delle altre due – principale sponsor del provvedimento .

Adesso un altro avvocato della destra, Ignazio La Russa, colonnello di An, sostiene che la bocciatura della legge Pecorella «non è uno scandalo ».

Del resto, quale sarà ora come ora il ruolo di questa sentenza sui processi che tanto interessavano a Silvio Berlusconi? Ormai è quasi tutto in prescrizione.

 

Parabola del giorno.

Per chi si chiedesse che fine hanno fatte le “Leggi Vergogna” ho creato una pagina sfiziosa che oltre a informare fa anche “Ghignare” - VAI PAGINA

Sussidi decoder 2004-2005, arriva la bocciatura dell’Ue. Pagheranno finalmente quanto illecitamente preso dalle nostre saccocce!!

Le emittenti televisive che ne hanno maggiormente beneficiato saranno obbligate a rimborsare quanto ricevuto. Ok invece per quelli concessi nel 2006 (in quanto non ad-personam, ma “Neutri”)

TV Bruxelles, 24 gennaio 2007 - I sussidi per l’acquisto di decoder digitali concessi in Italia nel 2004 e nel 2005 sono illegali, e le emittenti televisive che ne hanno maggiormente beneficiato saranno obbligate a rimborsare quanto ricevuto. Legali invece i sussidi concessi nel 2006 in quanto “tecnologicamente neutri”. È la decisione, attesa da tempo, presa questa mattina dal collegio della Commissione Europea, che ha approvato la proposta avanzata in merito dalla responsabile alla Concorrenza Neelie Kroes.

“I sussidi concessi nel 2004 e nel 2005 - si legge in una nota della Commissione - sono incompatibili con le regole degli aiuti di stati in quanto non sono tecnologicamente neutri e creano una indebita distorsione della concorrenza escludendo la tecnologia satellitare”. A questo punto, prosegue la nota, “la Commissione ha deciso che le emittenti che hanno beneficiato maggiormente dai sussidi dovrebbero rimborsare gli aiuti di stato”.

Per i sussidi dello scorso anno, invece, nessun problema. “La Commissione Europea - si legge nel comunicato - ha deciso che i sussidi per i decoder digitali concessi dall’Italia nel 2006 non violano le regole del Trattato delle Comunità europee sugli aiuti di stato in quanto sono offerte per tutti i decoder, a prescindere dalla piattaforma di trasmissione, e sono dunque tecnologicamente neutri e proporzionati all’obiettivo di promuovere la transizione alla tv digitale e all’interoperabilità“.

Anche i Tronchetti pregano!! o Pagano?!? “Queste due decisioni - dichiara Neelie Kroes, commissaria europea alla concorrenza - mostrano ancora una volta che la Commissione è impegnata ad aiutare la transizione alla tv digitale e all’interoperabilità. Il sostegno di Stato per questi obiettivi può esser concesso in linea con le regole degli aiuti di Stato”. Tuttavia, ammonisce la responsabile Ue, «la Commissione non è disposta ad accettare il sostegno di stato che crei distorsioni della concorrenza tra piattaforme di trasmissione”.

I sussidi sotto accusa per il 2004 e 2005 ammontano a circa 200 milioni di euro, e sono serviti a facilitare l’acquisto o l’affitto di decoder digitali. Una misura, lamenta Bruxelles, “mai notificata alla Commissione”. Ad attivare la Commissione erano stati alcuni operatori di televisione terrestre e satellitare, che spinsero Bruxelles ad avviare un’indagine. “Dopo aver consultato operatori di mercato - si legge ancora nel comunicato - la Commissione ha deciso che, sia nel 2004-2005, sia nel 2006, i sussidi procurano un vantaggio indiretto alle emittenti tv terrestri dominanti, e agli operatori di tv via cavo in quanto consentono loro di sviluppare la propria audience digitale, una parte cruciale del business della pay-tv o per un’emittente che voglia sviluppare servizi di pay-tv”.

La Commissione, come si è visto, non è contraria di per sè a questa operazione volta a facilitare il passaggio alla tv digitale, ma non può accettare che venga privilegiato un particolare tipo di piattaforma (come il digitale terrestre per il 2004-2005). Per questo non vi è nessun problema per i sussidi 2006, destinati alla Sardegna e alla Val d’Aosta, in quanto aperti a ogni tipo di piattaforma.

 

Silvio Berlusconi disperato…Ndb. Insomma come volevasi dimostrare, l’illegalità sta via-via progressivamente venendo sanata, dopo 5 anni di totale e comprovata vergognosa illegalità, ora è il momento di fare i conti. Chissà se Striscia consegnerà il tapiro al caballero e al tronchetto… E si, guarda caso ci sono in mezzo sempre queste 2 aziende, esperti e spioni nell’anarchia.

 

Altre notizie QUI

L’autodifesa di Tronchetti non regge, il Teorema è insostenibile!

Tronchetti Provera, a un passo dall’essere incriminato per spionaggio, si autodifende ma con argomenti troppo generici.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-01-2007]

Tronchetti Provera è a un passo dall’essere convocato dal giudice che indaga sul caso degli hacker al Corriere della Sera, l’intrusione informatica nei Pc dell’allora amministratore delegato di Rcs Vittorio Colao (oggi tornato a Vodafone) e del vicedirettore del Corriere Mucchetti, da sempre critico con i metodi di Tronchetti per l’acquisizione e la gestione di Telecom.

Il giudice dopo più di un anno di indagini ha deciso l’arresto di Fabio Ghioni, il govane hacker oggi dirigente dell’auditing di Telecom, all’epoca dei fatti responsabile della sicurezza informatica di Telecom Italia: secondo gli inquirenti, Ghioni sarebbe il principale responsabile dell’attacco informatico.

Ghioni, in questi mesi, ha sempre rivendicato di essere estraneo ai fatti, anzi nemico del suo capo di allora Giuliano Tavaroli, capo della security di Telecom, da mesi in carcere.

Ma il magistrato non ha creduto alla sua versione e considera Ghioni e Tavaroli complici in un’operazione che avrebbe visto Telecom Italia addirittura penetrare i Pc dei concorrenti per rubare dati e strategie riservate.

Secondo il magistrato, Tavaroli e Ghioni non avrebbero agito privatamente, o contro le direttive aziendali, ma lo hanno fatto comunque nell’interesse del principale azionista di Telecom Italia Tronchetti Provera, che si sentiva danneggiato dalle critiche di Mucchetti e come azionista anche del Corriere non era d’accordo con la gestione Colao.

Cadrebbe quindi il teorema Tronchetti: la sua estraneità, il fatto di sentirsi vittima anzichè colpevole delle macchinazioni di Tavaroli, che spiava anche lui e la sua compagna Afef.

Intanto i giudici avrebbero appreso da Tavaroli che l’altro filone della stessa inchiesta, le indagini volte anche con metodi e finalità illegali sui dipendenti e sugli aspiranti a occupare un posto in Pirelli o in Telecom Italia, sarebbero state disposte su richiesta del capo del personale Gustavo Braco e di quello di Telecom Italia Wireline (la divisione di telefonia fissa) Rodolfo Rosati.

All’interno del gruppo Telecom le comunicazioni scritte e dettagliate tra dirigenti non sono previste, anche in casi delicati come questo, e quindi continua il rimpallo delle responsabilità tra Tavaroli, che dichiara di aver usato metodi disinvolti per ordine dei suoi responsabili, e i questi ultimi, che lo negano.

Tronchetti si autodifende con una lettera pubblicata sulla prima pagina del quotidiano torinese La Stampa: non ha querelato La Repubblica, considerandolo un quotidiano “nemico”, per aver parlato dello scandalo intercettazioni fin dall’inizio; non è il Corriere della Sera, che sarebbe la vittima dell’attacco informatico per cui sono indagati alcuni tra i suoi più stretti collaboratori; e non è Il Sole 24 Ore, di cui Tronchetti è stato presidente per alcuni anni.

E’ una difesa tutta ideologica: Tronchetti dice di essere sospettato perché è ricco e ha successo.

Non ci sono fatti, dati, accuse precise, né spiegazioni. Nonostante ormai da tempo fosse di pubblico dominio che la magistratura indagava su Tavaroli per questa enorme centrale spionistica illegale, Tronchetti non spiega perché Tavaroli è rimasto con incarichi di responsabilità nel gruppo Pirelli-Telecom Italia, come il suo sodale Iezzi, e così Ghioni, in un’azienda dove spesso basta il minimo sospetto per allontanare dipendenti e dirigenti costringendoli alle dimissioni.

Non si dice perché finora la posizione ufficiale di Telecom Italia è stata quella di minimizzare la portata dei fatti, negando che ci siano state intercettazioni, come se anche l’acquisizione illegale e per fini illeciti dei tabulati delle chiamate non fosse altrettanto grave, come se non fosse illegale spiare il Garante delle comunicazioni, politici, concorrenti e giornalisti, le loro posizioni fiscali ed economiche, per eventualmente ricattarli.

Tronchetti non spiega come sia potuto succedere, non dice se e come ha sbagliato nel controllare i suoi uomini, come sia potuto succedere che flussi importanti di denaro possano essere usciti dalle casse dell’azienda senza suscitare domande e senza che nessuno nel vertice ne chiedesse conto.

Tronchetti sembra dire: Credetemi perché sono Tronchetti e basta. Sembra appellarsi a quella parte del centrodestra che ha creduto a lui e non a Prodi al tempo della polemica sulla vendita della Tim. Sembra anche dire “Credetemi perché io potrei uscire da Telecom, cedendola agli stranieri, indiani o russi che siano, e sarebbe ancora peggio”.

Tra le malefatte di Tavaroli e compagnia sembra che ci sia stata anche la ricerca del famoso atto notarile tra Tremonti e Bossi, che avrebbe preveduto l’accordo della Lega con Berlusconi in cambio del pagamento dei debiti di quel partito; il trapelare di questa notizia non serve a procurare simpatie a Tronchetti, neanche nel centrodestra.

Anche Beppe Grillo scrive sui fatti e chiede conto del fascicolo su di lui :

L’ora degli spioni

ora_degli_spioni.jpgHo deciso di querelare chi ha costruito un dossier su di me. Di agire contro i vermi che hanno spiato me e gli italiani negli ultimi anni. La querela è stata depositata l’8 gennaio 2007 presso il tribunale di Milano a seguito delle rivelazioni denunciate da Repubblica sul fascicolo B.Grillo.

 

Di Telecom Italia, dei suoi spioni e dei suoi mandanti non se ne può più. Un servizio di Report della Gabanelli ha fatto vedere un livello di manutenzione da terzo mondo. L’Adsl arriva dove arriva, se arriva, quando ormai è un servizio indispensabile. Buora, l’ex capo di Tavaroli, l’uomo del tronchetto, è ancora lì. Nonsentenonvedenonparla.

ROSSIIIIIIIIIIIIIIIII! GUIDOOOOOOOOOROSSIIIII! Dove sei? Sei tornato a fare il consigliere dell’Inter? E del dossier B.Grillo sei venuto a sapere qualcosa?

Dai titoli della Repubblica di oggi: ‘Spionaggio, nelle carte Telecom spunta il nome di Tronchetti Provera‘. ‘Tre amici e adesso il capo‘.

Dalle ordinanze dei giudici si legge che le logiche che muovono gli spioni Telecom sembrano “beneficiare non già l’azienda, come tale, ma colui che in un dato momento, ne è il proprietario di controllo”.

Il tronchetto ha reagito minacciando le vie legali.

Contro chi? Contro i giudici? Lo psiconano aveva più classe. Al tronchetto preferisco Riina.

Lui non va nelle università e ai convegni a spiegare etica ai ragazzi.

Venivano spiati i giornalisti, quei pochi che facevano informazione economica come Massimo Mucchetti del Corriere della Sera. Spiavano il Garante della concorrenza. Spiavano l’amministratore delegato di RCS/Corriere della Sera Vittorio Colao. Prontamente silurato dal tronchetto nel luglio del 2006.

Il direttore lumacone del Corriere Paolo Mieli lascia ogni tanto qualche articolo di bava.

Ma si guarda bene dall’affrontare il problema. Il Comitato di redazione del Corriere della Sera esprime finalmente preoccupazione. Quel Corriere di cui Tronchetti è uno dei maggiori azionisti. E la esprime così:

”Il Cdr esprime una forte inquietudine, come ha già fatto in passato, di fronte ai particolari che evidenziano la fragilità che ha caratterizzato il sistema informatico della Rcs”.

Il problema è evidentemente tecnico.

Il Governo non può più lavarsene le mani e lasciare Buora alla guida della Telecom. A meno che… A meno che… Ci siano dei dossier anche su qualche ministro. O sul presidente del Consiglio.