Angolo del Gigio

Gennaio 13, 2007

La provvista corruttiva veniva da un conto personale di Silvio Berlusconi…

«La provvista corruttiva veniva da un conto personale di Silvio Berlusconi, persona interessata ad acquisire il controllo del principale gruppo editoriale italiano». Ovvero, la Mondadori, oggetto di quella che è passata agli annali come la guerra di Segrate. Storia vecchia, più di quindici anni fa, ma ancora attuale sul piano giudiziario: a Milano si celebra l’appello bis, dopo l’annullamento delle assoluzioni da parte della Cassazione. De Petris non ha dubbi: parla di «assoluta evidenza della sistematicità del disegno criminoso relativo alle vicende Lodo Mondadori e Imi-Sir» e afferma che il giudice Vittorio Metta fu corrotto per dare torto, nella guerra di Segrate, alla Cir di Carlo De Benedetti. «Previti è un mentitore - rincara la dose il Pg - non ha mai prodotto nessun documento a sua firma per dimostrare che i soldi incassati estero su estero dalla Fininvest erano dovuti come parcella per attività professionale» e non invece il prezzo della corruzione. Ce n’è anche per l’ex premier: «Berlusconi è stato prosciolto definitivamente per prescrizione, ma nell’impostazione accusatoria la provvista corruttiva è riconducibile a un conto di Berlusconi». Poi De Petris chiede le condanne: un anno e mezzo, in continuazione con i sei già inflitti per l’Imi-Sir, agli avvocati Cesare Previti, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora (che però parte da 3 anni e 8 mesi); 2 anni e 9 mesi, sempre in continuazione, per Metta.

Il Trio Medusa, il Lodo Mondadori, un’assoluzione “Troppo disinvolta” ed ora, 1 Miliardo di Euro di richiesta danni, brutto periodo per gli amichetti del Mascarato..

LODO MONDADORI

Chiesto risarcimento di un miliardo di euro

Questa la richiesta formulata da Giuliano Pisapia, avvocato della Cir di Carlo De Benedetti, a Cesare Previti, agli avvocati Giovanni Acampora e Attilio Pacifico e all’ex giudice Vittorio Metta

LODO MONDADORI Milano, 11 gennaio 2007 - Il legale di parte civile della Cir, Giuliano Pisapia, ha chiesto un risarcimento pari a 1 miliardo di euro per i danni patrimoniali e non patrimoniali che il colosso agroalimentare avrebbe ricevuto nella vicenda giudiziaria che riguardava la battaglia per il controllo della Mondadori.

«Ci sono imponenti, gravissimi, convergenti indizi che provano la colpevolezza di Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta», ha affermato Pisapia, davanti ai giudici d’appello della terza sezione penale, aggiungendo che «devono essere confermate le responsabilità di tutti gli imputati, così come le valutò il Tribunale di Milano».

I quattro accusati erano stati assolti in appello, dopo la condanna in primo grado, ma, il 4 maggio dell’anno scorso, la Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza di secondo grado disponendo un processo d’appello bis e definendo «troppo disinvolte» le assoluzioni e chiedendo ai giudici di secondo grado di indagare meglio sulla causa civile che vide Carlo De Benedetti soccombere contro Silvio Berlusconi nella lotta del controllo del Lodo Mondadori.

Secondo Pisapia, il contesto corruttivo delle vicende Imi-Sir e Lodo Mondadori è unico e, come tale, va valutato; «è dimostrato che il bonifico a Cesare Previti aveva natura corruttiva e non era collegato ad alcuna prestazione professionale lecita».

Ancora: «E’ certo che i soldi che giunsero al giudice Metta furono una corresponsione del suo ruolo di relatore della sentenza».

Il procuratore generale, Piero De Petris, nella scorsa udienza, aveva sollecitato ai giudici l’aumento delle condanne di un anno e sei mesi di reclusione per Acampora, Previti e Pacifico, e 2 anni e 9 mesi per Metta, pene da aggiungere alle condanne definitive già pronunciate nei confrontidei quattro per la vicenda Imi-Sir.

Il processo riprendrà il 18 gennaio quando parlerà la difesa di Giovanni Acampora.

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