GUZZANTI: UNA VEGOGNA INTERCETTARE I PARLAMENTARI SENZA AVVERTIRLI.
Intanto Paolo Guzzanti si scaglia contro le intercettazioni telefoniche riportate dalla stampa delle sue conversazioni con Scaramella, dalle quali emerge che l’attività affidata nel febbraio scorso dal presidente della commissione Mitrokhin al consulente sarebbero state indagini capillari su Romano Prodi, Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Bassolino, nel tentativo di dimostrare che l’attuale premier e il leader dei Verdi erano ”agenti del Kgb” e che il presidente della Regione Campania aveva assegnato appalti a cooperative rosse legate alla camorra.