Angolo del Gigio

Settembre 8, 2006

Conigliera Rai - Figli, cuggini, mogli e puttane… Se un parente ce l’hai, allora mandalo in RAI !!

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Senza parole… - Conigliera Rai
Se un parente ce l’hai, allora mandalo in RAI !!

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La Rai non è soggetta a interferenze politiche. Va detto. E’ invece un ambiente familiare di figli, padri, cugine, cognati e nuore. Impermeabile ai partiti. Un blocco di relazioni indistruttibile che sopravvive a qualunque governo. Con matrimoni combinati sin dalla nascita tra i figli di capostrutture e di programmisti. Una difesa naturale dall’ingerenza della politica e anche della libera informazione. Una riaffermazione dei valori della famiglia e dell’impiego statale. L’elenco che pubblico è in rete da tempo. E’ probabile che sia incompleto o in parte superato. E che tra relazioni affettuose e accoppiamenti dei circa 11.000 dipendenti del gruppo , all’interno e all’esterno della struttura, il numero dei figli di, nipoti di, cognati di, sia proliferato. Un po’ come avviene nelle conigliere.

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Figli (f):
Tinni Andreatta, responsabile fiction di Raiuno, (f) dell’ex ministro dc Beniamino. Natalia Augias, Gr, (f) del giornalista e scrittore Corrado. Gianfranco Agus, inviato, (f) dell’attore Gianni. Roberto Averardi, Gr, (f) di Giuseppe, ex deputato Psdi. Francesca Barzini, Tg3, (f) dello scrittore e giornalista Luigi junior. Bianca Berlinguer, conduttrice del Tg3, (f) di Enrico, segretario del Pci. Barbara Boncompagni, autrice, (f) di Gianni. Claudio Cappon, direttore generale, (f) di Giorgio, ex direttore generale dell’Imi. Antonio De Martino, Gr, (f) dell’ex ministro socialista Francesco. Antonio Di Bella, direttore Tg3, (f) di Franco, ex direttore del “Corriere della Sera”. Claudio Donat-Cattin, capostruttura Raiuno, (f) dell’ex ministro democristiano Carlo. Jessica Japino, programmista regista delle edizioni di “Carramba”, (f) di Sergio. Giancarlo Leone, amministratore delegato di Rai Cinema e responsabile della Divisione Uno, (f) dell’ex presidente della Repubblica Giovanni. Marina Letta, contrattista a tempo determinato, (f) di Gianni, sottosegretario alla Presidenza a Palazzo Chigi. Pietro Mancini, Gr, (f) del socialista Giacomo. Maurizio Martinelli,Tg2, (f) del giornalista Roberto. Stefania Pennacchini, Relazioni istituzionali Rai, (f) di Erminio, ex sottosegretario Dc. Claudia Piga, Tg1, (f) dell’ex ministro dc, Franco. Francesco Pionati, notista politico del Tg1, (f) dell’ex sindaco di Avellino. Alessandra Rauti, redattore del Gr, (f) di Pino, segretario del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore. Silvia Ronchey, autrice e conduttrice di programmi, (f) di Alberto, ex ministro dell’Ulivo ed ex presidente di Rcs. Paolo Ruffini, direttore Gr, nipote del cardinale e (f) di Attilio, ex deputato e ministro dc. Sara Scalia, capostruttura di Raidue, (f) della giornalista Miriam Mafai. Maurizio Scelba, Tg1, (f) di Tanino, ex portavoce del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Mariano Squillante, ex corrispondente da Londra, poi a RaiNews 24, (f) dell’ex giudice Renato. Giovanna Tatò, Raitre, (f) di Tonino, consigliere di Enrico Berlinguer. Carlotta Tedeschi, Gr, (f) di Mario, senatore Msi. Daniel Toaff, capostruttura e autore della ‘Vita in diretta’, (f) dell ‘ex rabbino di Roma, Elio. Stefano Vicario, regista di Giorgio Panariello, (f) del regista cinematografico Marco. Stefano Ziantoni Tg1 (f) dell’ ex presidente dc della Provincia di Roma Violenzio. Rossella Alimenti, Tg1, (f) di Dante, ex vaticanista Rai. Paola Bernabei, Ufficio stampa, (f) dell’ex direttore generale della Rai, Ettore, proprietario della società di produzione Lux. Giovanna Botteri, Tg3, (f) di Guido, ex direttore sede Trieste Rai. Manuela De Luca, conduttrice Tg1, (f) di Willy, ex direttore generale Rai. Giampiero Di Schiena, Tg1, (f) di Luca, ex direttore dc del Tg3. Annalisa Guglielmi, sede Rai di Milano, (f) di Angelo Guglielmi, ex direttore di Raitre. Piero Marrazzo, conduttore di ‘Mi manda Raitre’, (f) dello scomparso giornalista Giò. Simonetta Martellini, Raiuno, (f) di Nando, radiocronista sportivo. Luca Milano, dell’ ufficio contratti, (f) di Emanuele, ex direttore Tg1 ed ex vice direttore generale. Barbara Modesti, Tg1, (f) dell’annunciatrice Gabriella Farinon e del regista Rai Dore. Monica Petacco,Tg2, (f) di Arrigo, storico e consulente di programmi Rai. Andrea Rispoli, Raidue, (f) del conduttore Luciano, ex Rai. Fiammetta Rossi, Tg3, (f) di Nerino, ex direttore del Gr2, e moglie del ex segretario dell’Usigrai, Giorgio Balzoni, caporedattore al politico del Tg1. Cecilia Valmarana, (f) di Paolo, uno dei padri del cinema coprodotto dalla Rai, nella struttura di RaiCinema. Paolo Zefferi, (f) di Ezio, giornalista, è a Rainews 24.

Fratelli (fr) e sorelle (s):
Angela Buttiglione, direttore dei Servizi Parlamentari, (s) di Rocco, segretario del Cdu. Nicola Cariglia, sede Rai di Firenze, (fr) di Antonio, ex segretario del Psdi. Silvio Giulietti, telecineoperatore nella sede Rai di Venezia, (fr) di Giuseppe, uomo Rai e Usigrai, ex responsabile dell’informazione dei Ds. Max Gusberti, vice di Stefano Munafò a Raifiction, (fr) di Simona, capostruttura di Raidue. Sandro Marini, Tg3, (fr) di Franco, ex segretario del Ppi. Giampiero Raveggi, capostruttura di Raiuno, (fr) dell’ideatore del programma “Odeon” Emilio Ravel (nome d’arte). Antonio Sottile, programmista regista di “Linea Verde”, (fr) di Salvo, portavoce di Gianfranco Fini. Maria Zanda, capo della segreteria di Roberto Zaccaria, (s) di Luigi, ex responsabile dell’Agenzia del Giubileo.

Mogli e mariti (m):
Milva Andriolli, sede Rai di Venezia, è l’ex (m) di Silvio Giulietti, fratello di Giuseppe. Anna Maria Callini, dirigente alla segreteria di Raidue, (m) di Gianfranco Comanducci, vice direttore della Divisione Uno. Roberta Carlotto, direttore Radiotre, (m) dell’ex esponente Pci Alfredo Reichlin. Sandra Cimarelli, Palinsesto Raidue, (m) di Franco Modugno, direttore dei Servizi immobiliari Rai. Antonella Del Prino, collaboratrice a “La vita in diretta”, (m) del giornalista Oscar Orefice. Simona Ercolani, autrice di programmi Rai, (m) del giornalista Fabrizio Rondolino, ex portavoce di Massimo D’Alema. Paola Ferrari, conduttrice, (m) di Marco De Benedetti. Anna Fraschetti, vice del capo ufficio stampa Bepi Nava, (m) di Mario Colangeli, vice direttore Tg3 e sorella di Luciano, quirinalista Tg3. Giovanna Genovese, compagna di Sergio Silva, padre della ‘Piovra’ è delegata alla produzione. Ginevra Giannetti, consulente Rai International, (m) di Altero Matteoli, ministro dell’Ambiente, An. Giuseppe Grandinetti, Gr, (m) della senatrice verde Loredana De Petris. Francesca Manuti, produttrice di “Sereno variabile” di Raidue, (m) di Paolo Carmignani, vicedirettore Raidue. Lucia Restivo, capo struttura Raidue, (m) di Sergio Valzania, direttore Radiodue. Anna Scalfati, Tg1, conduttrice di programmi, (m) di Giuseppe Sangiorgi, membro dell’Authority ed ex portavoce di De Mita. Cristina Tarantelli, Servizi Parlamentari, (m) di Carlo Brienza, RaiSport. Daniela Vergara, anchorwoman del Tg2, (m) del conduttore Luca Giurato.

Nipoti (n), cognati (c) e vari:
Ferdinando Andreatta, dirigente di Rai- Way, (n) di Nino. Guido Barendson, conduttore Tg2, (n) di Maurizio. Aldo Mancino, dirigente RaiWay (n) dell’ex presidente del Senato, Nicola. Giuseppe Saccà, (n) di Agostino, direttore di Raiuno, nell’orchestra del programma di Raiuno ‘Torno sabato-La lotteria’. Adriana Giannuzzi, ufficio Diritti d’autore, (c) dell’ex senatore ed ex membro del Csm Ernesto Stajano e moglie del vicedirettore della Divisione Due Luigi Ferrari. Alfonso Marrazzo, Tg2, cugino di Piero. Marco Ravaglioli, Tg1, marito di Serena Andreotti, figlia di Giulio. Tommaso Ricci, Tg2, (c) di Angela e Rocco Buttiglione. Carlotta Riccio, regista, (c) di Claudio Cappon direttore generale Rai. Luigi Rocchi, dirigente area Business&development, genero di Biagio Agnes. Laura Terzani,Tg3, nuora di Antonio Ghirelli.

Tutti insieme appassionatamente….

L’amico degli amici, Berlusconi con la Politica e la Mafia ed ecco Forza Italia

L’11 dicembre 2004 la V sezione penale del Tribunale di Palermo condanna in primo grado Marcello Dell’Utri a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa e il suo coimputato Gaetano Cinà, uomo d’onore della famiglia di Malaspina, a 7 anni per associazione mafiosa; i PM avevano chiesto 11 anni per Dell’Utri e 9 per Cinà.

I 9 anni vanno ad aggiungersi ai 2 anni, rimediati in primo grado a Milano, per tentata estorsione e ai 2 anni e 6 mesi definitivi, rimediati a Torino, per le false fatturazioni e frodi fiscali di Publitalia.

Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, è l’ideatore e fondatore della Fininvest / Mediaset e di Forza Italia….vediamo come.

Marcello Dell’Utri nasce a Palermo l’11 settembre del 1941, studia in collegio dai Salesiani e frequenta poi i Gesuiti a Palermo. Conseguita la maturità classica nella sua città natale, si trasferisce a Milano e si laurea in giurisprudenza presso l’Università Statale, dove conosce e stringe amicizia con Silvio Berlusconi.

A 23 anni comincia a lavorare come segretario per il ventottenne Berlusconi e mentre allena una piccola squadra di calcio, il Torrescalla, sponsorizzata dall’amico Silvio.
Dopo un anno lascia Berlusconi e Milano per trasferirsi a Roma, dove dirige il Centro Elis, una scuola di formazione sportiva dell’Opus Dei.

Nel 1967 torna a Palermo dove fa il direttore sportivo presso l’Athletic Club Bagicalupo, dove dice di aver conosciuto Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, entrambi uomini d’onore.
Nel 1970 viene assunto alla Cassa di Risparmio delle province siciliane, a Catania, per poi trasferirsi l’anno dopo in una filiale vicino Palermo.

Nel 1973 viene promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo.

Il 5 marzo del 1974 si dimette dalla banca e si trasferisce a Milano, come segretario particolare di Berlusconi. Dell’Utri segue i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, appena acquistata da Silvio ad un prezzo irrisorio grazie a Cesare Previti, tutore della proprietaria, e ingaggia come “stalliere” Vittorio Mangano (nella foto), mafioso palermitano della famiglia di Porta Nuova condannato all’ergastolo per mafia, per proteggere Berlusconi e la famiglia da possibili rapimenti o attentati da parte della mafia catanese, difatti accompagna i figli a scuola e cura la sicurezza della villa. L’assunzione è suggellata da un incontro a Milano fra Dell’Utri, Berlusconi, il boss Bontate e Teresi, che si chiude con promesse di reciproca disponibilità.

Mangano viene arrestato un paio di volte dai Carabinieri per scontare pene definitive e ogni volta, uscito dal carcere, viene riaccolto in villa come se nulla fosse accaduto.
Nel 1976 un giornale lombardo scrive che Berlusconi ospita un mafioso in casa sua e, nonostante Dell’Utri e Confalonieri fanno di tutto per trattenerlo, Mangano lascia la villa di Arcore, mentre Berlusconi con la famiglia si trasferisce prima in Svizzera e poi in Spagna.
Il 24 ottobre 1976 Dell’Utri si trova insieme a Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Calderone, al ristorante “Le Colline Pistoiesi” di Milano.
Un anno dopo anche Dell’Utri lascia Berlusconi e la Edilnord perchè infastidito dal fatto che Silvio non lo considera capace di fare il dirigente nel gruppo del Biscione.

Raccomandato da Cinà diventa amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, un’azienda del gruppo Rapisarda, considerato un luogo privilegiato di passaggio dei capitali mafiosi. In breve tempo tutto il gruppo va in bancarotta fraudolenta; Dell’Utri incriminato a piede libero perde il lavoro, mentre Rapisarda fugge latitante in Venezuela, grazie al passaporto intestato al fratello di Dell’Utri.

Nel frattempo Berlusconi si iscrive alla loggia massonica segreta P2.

Il 19 aprile 1980 si sposa a Londra Jimmy Fauci, pluripregiudicato amico dei boss, che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada; alle nozze partecipa anche Dell’Utri con l’amico di una vita Cinà.

Il 5 maggio 1980 Mangano è arrestato da Giovanni Falcone per traffico internazionale di droga e resterà in carcere per 11 anni. Un anno dopo vengono uccisi dai corleonesi di Totò Riina i boss mafiosi Bontate e Teresi, “titolari” della disponibilità di Berlusconi; il loro posto, nel rapporto con Arcore, viene preso dai fratelli Pullarà.

Bisogna dire che fra il 1975 e il 1983 nelle holding Fininvest affluiscono 113 miliardi di lire dell’epoca di provenienza misteriosa, e una buona parte addirittura in contanti. Difatti in quel periodo il boss Bontate diventa socio delle TV Fininvest, investendovi grossi capitali mafiosi.

Nel 1983 le pretese di denaro, da parte dei Pullarà e quindi di Cosa Nostra, si fanno sempre più ingenti, allora il Cavaliere richiama Dell’Utri alla Fininvest e nonostante il disastro della Bresciano lo promuove amministratore delegato e presidente di Publitalia.
L’11 novembre dello stesso anno la Polizia irrompe a casa di un socio del boss catanese Corallo per arrestarlo e vi sorprende anche Dell’Utri.

Fra il 1984 e il 1986 Dell’Utri raggiunge un accordo, tramite Cinà, con Pippo Di Napoli che rappresenta Riina, attraverso il quale la Fininvest si impegna a versare a titolo di regalo una quota annua di 200 milioni a loro e non più ai Pullarà. Riina spera di arrivare tramite Berlusconi a Craxi, grande amico del Cavaliere, e ordina a tutta Cosa Nostra di abbandonare la DC e votare il PSI.

Ma la mafia non è contenta di Berlusconi e del gruppo Fininvest e così ricomincia con gli attentati intimidatori, fra cui quelli ai negozi e ai magazzini della Standa a Catania, fatti per cui non fu sporta denuncia; in quel periodo invece risultano numerosi i viaggi di Dell’Utri a Catania, forse per riconciliare con il boss Santapaola, reggente della mafia catanese.
Nel 1991 Mangano esce dal carcere e tenta di riprendersi l’esclusiva dei rapporti con Dell’Utri e Berlusconi, ma Riina gli manda a dire che ormai “li ha nelle mani lui per il bene di tutta Cosa Nostra”.

Nel 1992 Vincenzo Garraffa, senatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss Vincenzo Virga, condannato per omicidio e oggi in carcere, per riscuotere un presunto credito e dice che lo manda Dell’Utri. L’episodio è denunciato da Garraffa, e il processo giunge al primo grado di giudizio nel maggio 2004 quando il Tribunale di Milano condanna Dell’Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione.

Nel frattempo, mentre infuria Tangentopoli, Dell’Utri ingaggia l’ex democristiano Ezio Cartotto per studiare un’iniziativa politica della Fininvest in previsione del crollo dei partiti amici.

Il 19 luglio dello stesso anno, a 55 giorni dall’assassino di Giovanni Falcone, viene ucciso Paolo Borsellino, poche settimane dopo aver rilasciato un’intervista nella quale parla di indagini in corso a Palermo su Mangano, Dell’Utri e Berlusconi.

Il 4 aprile 1993 Berlusconi incontra Craxi ad Arcore e decide di impegnarsi in politica.
Dopo vari attentati, fra cui quello a Maurizio Costanzo che si oppone all’entrata in politica, si giunge ad un accordo fra Provenzano e Dell’Utri: fine delle stragi in cambio dell’alleggerimento della pressione poliziesca e giudiziaria, dei sequestri dei beni e della legge sui pentiti. Provenzano convoca Cosa Nostra e dice: “Con Dell’Utri siamo in buone mani”.

Il 28 marzo del 1994 Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio, mentre Dell’Utri rimane alla guida di Publitalia.

Il 25 maggio 1995 Dell’Utri è arrestato a Torino per aver inquinato le prove sull’inchiesta sui fondi neri di Publitalia. L’anno successivo diventa deputato di Forza Italia e poco dopo viene condannato in primo grado a 3 anni, che in appello diventano 3 anni e 2 mesi e in Cassazione, grazie al patteggiamento, 2 anni e 6 mesi definitivi.

Nel 1998 è sorpreso e filmato dalla DIA a Rimini mentre incontra un falso pentito che sta organizzando un complotto per screditare i pentiti che accusano Dell’Utri. Il GIP di Palermo dispone la sua cattura, ma la Camera, a maggioranza Ulivo, nega l’autorizzazione all’arresto.

Il 13 giugno 1999, grazie ai voti dei “picciotti”, Dell’Utri viene eletto al Parlamento europeo, nel colleggio Sicilia-Sardegna.

Il 13 maggio 2001 Dell’Utri diventa senatore, mentre Berlusconi torna al governo e così la condanna penale a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa inflittagli nel 2004, diventa una condanna politica che ha come obbiettivo screditare Berlusconi.

Santoro torna in tv con «Anno Zero»:

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Inviterò Berlusconi in trasmissione, laucedini permettendo!

 

Michele Santoro
Michele Santoro sfodera il suo nuovo «look»

«L’editto bulgaro non è ancora stato rimosso dalla scena, quindi non accorciate i tempi della storia che lo danno per archiviato. Non siamo ancora nella fase due». Michele Santoro, presentando a viale Mazzini il suo nuovo programma «Anno zero», precisa che non considera questo ritorno sugli schermi «il mio venticinque aprile».

«Quelle ferite di cui parlava Petruccioli - fa notare Santoro - si rimargineranno quando vedremo tornare in video Enzo Biagi, Daniele Luttazzi e poi i Guzzanti, tutte vittime dell’editto bulgaro. Non ci devono essere - per il conduttore - persone con un lavoro a cui non è concesso di svolgerlo. Il 25 aprile sarà quando tutti potranno tornare in Rai».

Santoro ha però voluto sottolineare la differenza tra il suo caso e le vicende di queste ore, che parlano di un avvicendamento ai vertici redazionali e di rete dell’azienda. «La gravità sistemica dell’editto bulgaro - spiega il giornalista - è che venivamo colpiti da una sorta di anatema televisivo, non avevamo altri posti dove andare. Mentre adesso, se la Rai commettesse l’errore di valutare superficialmente persone come Vespa e Mimun, il danno - fa notare Santoro - non sarebbe lo stesso, perché sarebbe un danno all’azienda, ma non alla libertà di espressione, visto che non credo che Mediaset sarebbe così stupida da non approfittarne».

Per Santoro, bisogna capire cosa si intende per ‘epurazionè: «Se qualcuno dicesse a Mimun e Vespa: ‘Voi non fate più nientè, questa è epurazione. Sarebbe stata molto diversa la mia vicenda se qualcuno mi avesse detto: ‘discutiamo gli obiettivi editorialì, oppure, ‘Santoro, quelli come te hanno fatto il loro tempo, abbiamo bisogno di Socci nuovì». Così non è stato, spiega il giornalista, e ci sono molti dirigenti, autori e giornalisti che, pur rimanendo in Rai, non lavorano più: «Prendiamo uno come Carlo Freccero, che in Rai non fa più un cavolo. Ma è possibile che un talento televisivo di queste dimensioni non faccia più niente?».

Il giornalista, autore di trasmissioni di successo come «Samarcanda» e «Sciuscià», non risparmia le critiche al sistema di norme che regolano il settore informativo: sono leggi che «fanno schifo, sono anacronistiche e andrebbero cambiate. Serve una riforma di sistema che guardi al futuro e non si lasci influenzare dalla politica». Per questo, «mi auguro che il Governo, Prodi lo ha sempre promesso, faccia sulla Rai un passo indietro e si occupi delle riforme di sistema». Santoro punta il dito anche contro «l’immagine grottesca» che spesso è stata diffusa della Rai: «Bisogna rispettare la professionalità di chi ci lavora - dice - non raccontiamoci sempre la balla che la Rai è un insieme di fannulloni. La Rai è un insieme di professionisti che devono trovare un modo per esprimersi».

Ricordando infine la sua esperienza di europarlamentare, Santoro precisa di averla considerata «un onore», di essere «contento di averlo fatto e contentissimo di essersene andato». Un’esperienza che il giornalista non rinnega, «perché come tutte le cose che ho fatto, l’ho affrontata con grnde spirito di indipendenza».

Ci vorrebbero davvero tanti, altri Santoro per sopperire all’immonnezza attuale che annovera i Belpietro, e Socci vari che impestano la nostra TV e affossano ogni illusoria sete di cultura e di informazione che gli italiani possano anelare… Fuori gli Allam, e i Vespa la TV non deve esser allineata, la TV deve esser libera di dire anche peste e corna di chi governa e di chi fa opposizione, ma soprattutto denunciate i pregiudicati recidivi che quatti quatti siedono tra gli scranni del Parlamento e driblano la Galera con leggi Ag-Personam coperti da questi pseudo giornalisti che come l’altro giorno ancora, si dimenticano di dare le notizie come quella della riapertura del Processo a carico di Mediaset e Berlusconi che con Del’Utri hanno evaso in Spagna con il clone Spagnolo di Canale 5 centinaia di milioni di euro, Miliardi e Miliardi come in Francia e in Italia…. Solo RAI3 ha dato la notizia… Ecco perchè vanno cambiati almeno i vertici dei TG e delle reti stessee RAI1 e RAI2, perchè non fanno informazione ma solo Propaganda, e la Propaganda è già fatta anche troppo dalle 3 reti Mediasaet e da La7 che come tutti sanno hanno dietro tanto di quel marcio e di quel servilismo che nessuno si è indignato quando hanno silurato grandi giornalisti come Mentana e Sposini per sostituirli con Rossella… uno smidollato leccapiedi allineato, che quando si presenta con Pingitore e Ricci danno l’esatta immagine di un organo sessuale maschile, due coglioni eun cazzone…. Che Vergogna. W i Santoro, i Biagi e i Grillo, e i Luttazzi che riempiono i teatri e le piazze perchè piacciono alla gente e espandono cultura… Provate a far fare uno spettacolo in teatro a Bruno Vespa, manco li cani ci vanno, forse quattro tirapiedi di Forza Italia se l’ingresso è gratis…

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