Angolo del Gigio

febbraio 2, 2010

La SIAE e il governo fanno cassa, di nuovo… a noi ci tassa x il 5-250% e il maiale x l’ 1%

l Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi ha firmato un decreto che ridetermina la tassa per la copia privata. Lo scorso 30 dicembre, senza troppo clamore, il Ministro è intervenuto su quel vecchio decreto legislativo n. 68/2003 che per volere comunitario affrontava il problema del cosiddetto equo compenso: ovvero quel riconoscimento economico che si deve ai detentori dei diritti, nel rispetto comunque della libertà alla copia privata.

Ieri Bondi ha svelato ufficialmente l’iniziativa e la decisione di costituire un tavolo permanente “chiamato a monitorare l’evoluzione del mercato dei supporti e degli apparecchi assoggettati a compenso, anche ai fini dell’aggiornamento triennale del decreto”.

I compensi aggiornati sono così declinati:

  • Supporti audio analogici: 0,23 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti audio digitali (CD-R): 0,22 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti digitali non dedicati (CD-R dati): 0,15 euro ogni 700MB
  • Supporti audio digitali non dedicati riscrivibili (CD-RW): 0,15 euro ogni 700MB
  • Supporti video analogici: 0,29 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti video digitali dedicati (DVHS): 0,29 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti digitali non dedicati (DVD di vario tipo): 0,41 euro ogni 4,7 GB
  • Supporti digitali non dedicati riscrivibili (DVD dual layer, DVD-RW): 0,41 euro ogni 4,7 GB
  • Supporti digitali Blu Ray: 0,41 euro ogni 25 GB (0,25 euro ogni 15 GB per gli HD-DVD)

Le novità

  • Apparecchi idonei alla registrazione analogica o digitale, audio e video e masterizzatori di supporti: 5% del prezzo indicato dal soggetto obbligato alla documentazione fiscale
  • per i masterizzatori inseriti in apparecchi polifunzionali: 5% del prezzo commerciale di un apparecchio avente caratteristiche equivalenti (medesimo obolo è richiesto ad apparecchi polifunzionali aventi funzioni ulteriori rispetto alla registrazione)
  • 0,05 euro/GB per le memorie trasferibili o removibili da 32MB a 5GB; 0,03 euro/GB per capacità maggiori di 5GB
  • 0,10 euro/GB (da 256MB a 4GB) per le chiavette USB da 256MB a 4GB; e 0,09 euro/GB per capacità superiori ai 4GB
  • 0,02 euro/GB per gli hard disk esterni se al di sotto dei 400GB; 0,01 euro/GB se al di sopra dei 400 GB
  • 3,22 euro per capacità fino a 1GB a 28,98 euro per capacità superiori a 250GB (con ulteriore sovrapprezzo a partire dal prossimo anno per quelli superiori ai 400GB), nel caso di memorie o hard disk integrati in apparecchi multimediali portatili o dispositivi analoghi
  • 0,64 euro per capacità fino a 128 MB, a 9,66 euro per capacità oltre i 15GB con ulteriori sovrapprezzi per categorie di capacità superiore a partire dal prossimo anno, nel caso di  Memorie o hard disk integrati in lettori portatili MP3
  • 4,51 euro per capacità fino a 80GB, a 12,88 euro per capacità superiori ai 250GB con ulteriori sovrapprezzi a partire dal secondo anno di vigenza delle disposizioni, nel caso di hard disk esterno multimediale con uscita audio/video per la riproduzione dei contenuti su apparecchi tv o hi-fi
  • 3,22 euro per capacità fino a 1GB, fino a 29,98 euro per capacità superiori ai 250 GB, nel caso di hard disk esterno multimediale con entrata audio/video per la registrazione di contenuti e uscite per la riproduzione
  • 6,44 euro per capacità fino a 40GB, fino a 28,98 euro per capacità superiori ai 250GB, nel caso di memorie o hard disk integrati in videoregistratori, tv o decoder di qualsiasi tipo (come ad esempio MySky)
  • 2,40 euro per ogni singolo computer venduto con un masterizzatore incluso e di 1,90 euro per ogni computer venduto privo di un masterizzatore.

La SIAE è intervenuta sulla questione ricordando che l’equo compenso sarà redistribuito ad artisti, autori, interpreti, editori e produttori.

“No, non è una tassa, perché si tratta di diritti d’autore. I diritti d’autore sono lo stipendio di chi crea un’opera (musica, film, romanzi, testi teatrali). Col digitale le opere artistiche conoscono nuove forme di diffusione, con rilevanti utili da parte delle industrie tecnologiche”, si legge nel comunicato SIAE.

“Il principio del diritto d’autore si fonda, nel mondo, sul fatto di applicarlo a tutte le nuove forme di sfruttamento delle opere. È successo così per il fonografo, la radio, la televisione ecc. È quindi giusto che gli autori e l’industria dei contenuti traggano ricavi dalle nuove forme di sfruttamento delle loro opere. Viceversa scandalizzarsi e considerare i diritti d’autore una tassa, sarebbe come considerare lo stipendio dei lavoratori una tassa, che danneggia i consumatori”.

Tratto da: gerasimone.altervista.org

A noi è giusto tassarci anche del 5-20% e il maiale si tassa solo dell’ 1%

gennaio 31, 2010

Ambrogio Mauri: imprenditore, onesto, suicida.. Lo Schifoso Schifani premia gli aguzzini!

Ambrogio Mauri:

IMPRENDITORE,ONESTO, SUICIDA

Ambrogio Mauri orgogliosamente ITALIANO!!Oggi in un articolo de L’Espresso il giornalista Marco Travaglio racconta un fatto che avevo accantonato senza mai dimenticarlo. Un fatto lontano della mia vita da magistrato. Quelle poche righe hanno riportato alla memoria, intatto, il ricordo di un uomo: Ambrogio Mauri. Mauri è un eroe degli anni di Tangentopoli, un’imprenditore onesto che piuttosto che lavorare sotto il ricatto delle mazzette si è sparato un colpo di pistola al cuore. Questi sono gli eroi a cui vanno dedicate le vie e le piazze del Paese e che vanno celebrati dallo Stato al posto di coloro che hanno armato la mano della disperazione di Mauri.

Ambrogio Mauri una vittima vera (di Marco Travaglio)

La prossima volta che i presidenti della Repubblica, del Senato e del Consiglio vorranno ricordare una vittima di Tangentopoli, si spera che ne ricordino una vera. Non un politico corrotto e latitante, ma un imprenditore onesto che veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava mazzette nella Milano da bere e da mangiare. Si chiamava Ambrogio Mauri, abitava a Desio, in Brianza. Nell’aprile del 1997 si uccise con un colpo di pistola al cuore per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era sempre ribellato. Aveva 66 anni. Lasciò la moglie, tre figli e un’azienda che da mezzo secolo costruiva autobus e tram esportandoli in tutto il mondo, ma a Milano era regolarmente esclusa dalle gare dell’Atm. Aveva il brutto vizio di non ungere i partiti. Quando partì l’inchiesta Mani Pulite, che falcidiò anche i vertici dell’Atm, Mauri andò a testimoniare davanti al pm Antonio Di Pietro. Il quale poi, quando lesse della sua morte, si ricordò di lui e partecipò al suo funerale, disertato da tutte le autorità. “I dirigenti corrotti dell’Atm”, ricorderà Di Pietro, “gli avevano fatto una serie di soprusi.

Era una vittima del sistema e fu uno dei primi e dei pochissimi a collaborare spontaneamente. La testimonianza andò benissimo. Col tempo si creò un rapporto di stima e amicizia. Ci veniva a trovare in Procura, ci incoraggiava ad andare avanti. Ci diceva: meno male che c’è Mani Pulite, grazie al vostro pool sono tornato a credere nella giustizia. Si era illuso che potessimo ripulire l’Italia. Invece, dopo Tangentopoli, è scattata la vendetta”. Nel 1996 Mauri fu escluso anche dalla gara bandita dall’Atm per la fornitura di cento autobus. Pochi mesi dopo scrisse poche parole su un biglietto: “Dopo Tangentopoli tutto è tornato come prima”. E una lettera alla moglie Costanza: “Tu sei il mio primo e ultimo bene. Forse, se fossi stato più malleabile, le cose sarebbero andate diversamente e non ti avrei dato tutti questi problemi. Il mio suicidio è l’atto finale del mio amore”. E si sparò. Anziché inviare un messaggio di cordoglio alla famiglia o partecipare ai funerali, durante le esequie i vertici dell’Atm convocarono una conferenza stampa per rivendicare l’”assoluta trasparenza” dell’ultima gara. I figli, che non avevano mai collegato il gesto paterno a quell’appalto, parlarono di “excusatio non petita”.

Ecco, la prossima volta che le verrà il trip di cambiare nome a un parco di Milano, la sindaca Letizia Moratti potrebbe dedicarlo ad Ambrogio Mauri. La prossima volta che Renato Schifani cercherà una “vittima sacrificale di Tangentopoli” da beatificare in Senato, potrebbe raccontare la storia di Ambrogio Mauri. La prossima volta che a Giorgio Napolitano scapperà la voglia scrivere alla vedova di un uomo trattato con “una durezza senza eguali”, Giorgio Napolitano potrebbe rivolgerla a Costanza Mauri.

Risparmierebbe pure sull’affrancatura:

la signora non abita ad Hammamet, ma a Desio (Brianza, Italia).

Autore
Antonio Di Pietro

gennaio 27, 2010

IL GIORNO DELLA MEMORIA dei Bimbi morti innocenti, l’olocausto Sionista sotto Silenzio..

UN ANNO DAL GENOCIDIO DI GAZA!

Un giorno da ricordare, malgrado sarebbe bello potersene dimenticare.

Un anno fa il cielo di Gaza, il cielo, il mare, la terra della Striscia di Gaza si coprirono di un’ombra di morte che non li abbandonò per poco più di un mese. 
Più di 1400 persone se  ne andarono
dietro a quell’ombra e fare il conto di quanti bambini sotto i 9 anni ci sono tra quei numeri, fa paura, orrore, dovrebbe far indignare, urlare e combattere.

13 morti, tredici, 13, tredici morti tra gli israeliani!

E invece parlando in giro, guardandosi intorno, si capisce come il ricordo di Gaza sia vago, malgrado 365 giorni non siano così tanti.
Se si sfoglia La Repubblica di oggi è palese quello che l’Italia ricorda: nulla.
Non una riga, non un titolo, niente che ricordi un attacco terroristico legalizzato e prolungato per 34 giorni su una cittadinanza inerme, completamente assediata, privata di qualunque possibilità di vita normale, di riscatto, di lavoro o studio, di una normale costruzione di relazioni personali.
Neanche tutta la sinistra ha il buon gusto di ricordare. Lo fa “il Manifesto”, lo fa “Liberazione”, ma già “Gli Altri” , divenuto da poco settimanale,  non ha avuto il buon gusto di sprecare una sola battuta d’inchiostro a riguardo. Malgrado le migliaia sprecate per cose poco leggibili. Buono a sapersi.

Nessun popolo al mondo vive la situazione di Gaza: nessuno vive con la densità di popolazione presente in quei vicoli sudici. Nessuno è costretto a nascere, crescere, fare figli e vederli morire in una stessa stanza da dividere minimo in 10. Stanza dove non esiste un giorno di intimità, dove non esiste niente di quello che rende una vita “normale”; stanza che poi viene meticolosamente, ripetutamente, abbattuta, bombardata, rasa al suolo.
Una striscia di terra stuprata, un terra di profughi che lì sono stati deportati, trasformati in detenuti a cielo aperto, in essere viventi privati di qualunque libertà, per poi condurre decenni di vita da animali in gabbia, da detenuti senza reato, da bambini dagli occhi profondi che non guarderanno mai più lontano di pochi metri.
Non riesco nemmeno a scriverne lucidamente: nel ricordare quell’operazione si dovrebbero dare dei dati, parlare degli armamenti usati, parlare degli studi fatti poi sui corpi e sul suolo che ci provano la pericolosità costante di chi vive su un territorio ormai completamente contaminato da sostanze chimiche e tossiche, cancerogene e pericolose.

Si dovrebbe parlare degli effetti che fanno i bombardamenti sui bambini, che vuol dire crescere con continue incursioni, in stanze sovraffollate con il cielo carico di cacciabombardieri. Si dovrebbe parlare di quanti aborti spontanei ci sono negli ultimi mesi di gravidanza durante le incursioni, si dovrebbe parlare dei rifugi ONU rasi al suolo poco dopo che avevano comunicato alle forze israeliane di aver accolto manciate di profughi.

Si dovrebbe parlare delle bombe DIME e di come tranciano le vene per lasciarti morire come un carboncino monco, di come il fosforo mangia gli organi interni e lascia i tuoi vestiti intatti.

E ancora, i media internazionali obbligati a rimanere fuori, gli attivisti rimasti dentro infilati in liste nere di gente da far fuori il più velocemente possibile; e poi, quanti bambini trovati morti con un solo colpo di fucile al cuore? Quanti neonati sono stati fotografati trapassati da parte a parte da un solo colpo, preciso, al cuore o in testa?

Le avete viste quelle foto?

E come avete fatto a dimenticarle?

Come fate ad essere complici di un simile genocidio, come fate a comprare i prodotti israeliani, come fate a spalmare sulla vostra pelle creme di bellezza israeliane sapendo che la pelle dei bambini di Gaza quando non è lacerata da ferite mortali è incisa da malattie e malformazioni? Come cazzo fate a non sentire il bisogno di fare qualcosa, anche se questo qualcosa fosse solo RICORDARE?

Come fa un settimanale “di sinistra”(oggi ce l’ho con il giornale di Sansonetti come mai prima d’ora) a non pubblicare nemmeno una foto che riporti il pensiero a quei giorni così vicini? Come si fa a rimuovere così?

Come si fa a star fermi?

Come si può ancora sopportare?

“Fratello, io credo nel mio popolo errante, carico di catene.
Ho preso le armi perchè un giorno I nostri figli prendano la falce.
Il sangue delle mie ferrite irriga le nostre valli;
Esso ha dei diritti su di te, è il debito che non può più aspettare”

– Jalal al-din -

Fosforo bianco per le strade di Gaza

Categoria del blog: OPERAZIONE PIOMBO FUSO

Tratto dall’ottimo Blog: http://baruda.net

gennaio 25, 2010

Schiaffone in faccia a D’alema & C. – Il PD continua a sbagliare, dritto verso il baratro..

Vendola stravince le primarie del Pd in Puglia
superando il 75% dei consensi

BARI - Nichi Vendola è il candidato del Pd alle prossime elezioni regionali di marzo. Il Governatore uscente ha stravinto le primarie con Francesco Boccia, prendendosi il 73% dei voti dei quasi 195mila votanti. Sarà quindi Vendola a sfidare il candidato del Pdl Rocco Palese, ufficializzato nella tarda serata di ieri. Sostanzialmente, sono state rispettate le previsioni che volevano Vendola prevalere, e di molto, sull’avversario. Così il governatore uscente si prende quasi tutto l’elettorato del Pd, dopo che i vertici nazionali del partito, fatto l’accordo con l’Udc, avevano deciso di puntare su Boccia, candidato gradito a Pierferdinando Casini. La scelta di D’Alema, soprattutto, ma di tutto il vertice nazionale del Partito Democratico è stata punita oltre ogni previsione. A Gallipoli, collegio elettorale di D’Alema, la risposta all’illustre deputato è stata una sonora sconfitta per Boccia, appena al 30% dei votanti, contro il 70% dell’avversario.

Alla fine di una giornata che ha visto per ore lunghe file davanti ai 200 gazebo dislocati in tutta la regione, il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, ha dichiarato la vittoria di Vendola. Il quale, nella successiva conferenza stampa, ha invitato tutti i militanti che a tarda notte affollavano ancora il comitato “La Fabbrica di Nichi” ad applaudire lo sconfitto. Ma quella che si è consumata ieri in Puglia, certo è la sconfitta di Boccia, ma è la giornata più nera per D’Alema che qui ha condizionato la politica per oltre 25 anni.

I commenti successivi alla vittoria di Vendola, infatti, da destra a sinistra sono stati tutti dello stesso tenore: d’Alema e Casini hanno perso e con loro la vecchia politica. Non c’è dubbio che la risposta della Puglia avrà molti riflessi sulla politica nazionale del Pd. Va ricordato che l’ex premier e l’attuale segretario nazionale Bersani le avevano provate tutte per evitare le primarie, consapevoli effettivamente della forza politica che Vendola riscuote in Puglia.

E a questo punto, grazie anche alla politica dei veti incrociati nel centrodestra, Vendola ha grandi possibilità per riprendersi la Puglia. Infatti, questa regione sembra non essere fatta per le cose semplici. Così ieri, il Pdl dopo lunghe trattative e molti nomi “bruciati” ha deciso di puntare su Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla regione. Per giorni si era parlato, e sembrava fatta, per un ticket Adriana Poli Bortone-Stefano Dambruoso, ma l’opposizione strenua degli ex An hanno impedito che l’accoppiata, data vincente di sicuro, ce la facesse. Allora, succede che Palese avrà i voti del Pdl, mentre Poli Bortone farà un accordo con Casini. Uno scenario confuso e complicato che avvantaggia solo Vendola. Ma che stanotte ha brindato e cantato con la marea di gente che siè raccolta a mezzanotte nella sua “Fabbrica” di via De Rossi, nel cuore della città.

Articolo tratto da: www.ilSolde24ore.com

gennaio 23, 2010

D’Alema il Berlusca di casa nostra!!

Bari, il sospetto dei dalemiani
“Vogliono fregare Massimo”

Liberarsi di Massimo D’Alema. O almeno assestargli un colpo tale da ridurne drasticamente l’influenza e il potere, qui in Puglia e magari non solo in Puglia. L’occasione, stavolta, è ghiottissima: e in questa settimana di primarie c’è chi ha lavorato – senza farne nemmeno mistero – per non lasciarsela sfuggire. E così, imprevedibilmente, le urne che domani sera diranno chi tra Vendola e Boccia sfiderà il mister X scelto dal Pdl emetteranno anche un altro verdetto: se l’astro dalemiano continua a brillare alto nel cielo o se va mutando in stella cadente. Infatti, dopo aver bloccato la ricandidatura di Nichi Vendola e puntato su Francesco Boccia, per Massimo D’Alema una sconfitta del giovane economista in queste primarie-trappola rappresenterebbe un colpo assai pesante: micidiale, addirittura, se fosse seguito dalla perdita del governo pugliese nelle elezioni previste per fine marzo.

Un paio di giorni fa, sorseggiando un caffè, Nicola Latorre, senatore e amico dell’ex premier, confermava l’esistenza sia del rischio che del progetto: «La tentazione di assestare una botta a Massimo è forte, naturalmente. E’ chiaro che si tratta di un calcolo miope e suicida: ma quando vedo una parte dei democratici apertamente schierata con Vendola e contro il candidato sostenuto dal Pd, i miei sospetti aumentano». E i sospetti dalemiani – o di alcuni dei dalemiani – stavolta non sembrano infondati: assessori regionali, segretari di sezione e sindaci di città come Andria, Barletta o Foggia fanno da giorni campagna per Vendola. Lo fanno, certo, per opporsi all’operazione che prevede – pur di allargare l’alleanza all’Udc – proprio la defenestrazione del governatore in carica: ma è chiaro che – non foss’altro che come risultato «oggettivo» – una sconfitta di Boccia alle primarie porterebbe in dote con sé la sconfessione dell’operazione voluta prima di tutto da Massimo D’Alema.

Prima di tutto da lui: ma certo non solo da lui. L’altra sera, piombato a Bari per tentare di motivare le truppe del Pd, Pier Luigi Bersani ha infatti negato regie dalemiane: «Questa non è questione che riguardi solo D’Alema, perché la Puglia non è affatto un “laboratorio”: quel che si tenta qui, e cioè accorciare le distanze tra le forze d’opposizione, è pienamente dentro la nostra linea nazionale». Sarà. Però se è vero – come annota Bersani – che «le intese con Casini non ci vedono subalterni, perché i candidati-presidente sono quasi ovunque del Pd», è anche vero che non risultano sacrifici (se non in Puglia) di governatori uscenti silurati dopo il primo mandato. E comunque, che le ragioni del tentativo di affondare Vendola non siano state granché comprese è testimoniato anche dal fatto che persino i quotidiani locali (La Gazzetta, il Corriere del Mezzogiorno e le cronache di Repubblica) fanno il tifo per Nichi. Il che qualcosa vorrà pur dire.

Naturalmente, non c’è nulla di quanto finora detto che a D’Alema non sia chiaro. Nonostante i tanti successi (anche in elezioni recenti) ha sentito crescere nel tempo il dispetto verso una sorta di «protettorato» che comincia, secondo alcuni, a farsi soffocante.

Leader locali (e non solo locali) come Vendola e il sindaco Emiliano non nascondono insofferenza verso quella che considerano una sorta di «sovranità limitata»: e l’occasione di incrinare il potere dalemiano attraverso queste primarie a qualcuno sembra arrivata dal cielo. «L’esigenza di ridurre l’egemonia dalemiana – dice Cinzia Capano, deputata pd vicina ad Emiliano – è avvertita ormai da molti. La controprova è nel consenso intorno a Vendola: cresciuto a dismisura da quando gli si è parato contro Massimo D’Alema». Perfino dall’altra parte della barricata – nel centrodestra – si sa che una delle poste di queste primarie è proprio il potere dell’ex premier. Dice Salvatore Tatarella, eurodeputato e fratello dell’indimenticato Pinuccio: «E sì che vogliono dare una botta al mio amico Massimo. Sbagliano. E non so nemmeno se ci riusciranno…».

Se ci riuscissero, però, il lunedì post-primarie potrebbe non essere un giorno allegro per D’Alema (e per tutto il Pd, naturalmente). E tante cose potrebbero cambiare di segno. Così, perfino l’elezione dell’ex premier a presidente del Copasir (programmata per la prossima settimana) rischierebbe di esser vista sotto un’altra luce: da scelta poco comprensibile (considerato l’alto profilo di D’Alema) a ricovero dopo la sconfitta. Ammesso che, naturalmente, gli avversari non abbiano sottovalutato – per l’ennesima volta – il potere e la capacità di reazione dell’ex presidente del Consiglio…

D’Alema Clemente ti aspetta a Strasburgo!!

Articolo liberamente tratto da: LaStampa.it

gennaio 19, 2010

Quella sovranità della moneta in mani private

di Ida Magli – Il Giornale – 11/12/2009

Abbiamo ricominciato a tremare per le Banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle Banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. E’ così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la “Banca d’Italia”, ossia la nostra, degli Italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche Centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di “federale”), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche Centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca Centrale Europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.

Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto “signoraggio”, ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere “in prestito” dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori.* Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. E’ vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei “caduti” per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti, (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato i provvedimenti che autorizzavano lo Stato a produrre il dollaro in proprio.

Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. E’ questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.

Ida Magli

* Nota bibliografica essenziale:

Agnoli, Carlo Alberto: La Moneta , Dio o Mammona? in: “Chiesa Viva” n. 204 e 205, Brescia, Editrice Civiltà
Auriti, Giacinto: L’ordinamento internazionale del sistema monetario, Chieti: Solfanelli Ed., 1985
Della Luna, Marco – Miclavez, Antonio: Euroschiavi, Casalecchio: Arianna Editrice, 2007
Icke, David: E la verità vi renderà liberi, Diegaro di Cesena: Macroedizioni, 2001
Lannutti, Elio: La Repubblica delle Banche, Bologna: Arianna Editrice, 2008
Mullins, Eustace: The Secrets of Federal Reserve, Wyoming: McLaughlin, 1993
Santoro, Giuseppe: Banchieri e Camerieri – sovranità monetaria e sovranità politica, Cusano Milanino: Sc. Ed. Barbarossa, 1999
Ziegler, Jean: La privatizzazione del mondo, Milano, Il Saggiatore, 2006

Tratto da: www.disinformazione.it

gennaio 14, 2010

La politica e la vita del cittadino – di Giovanni Peccarisio

Giovanni Peccarisio – 5 gennaio 2010

Cos’è la “Res Publica”?

Periodicamente nelle nazioni dove esiste una forma nominalmente democratica della vita sociale i cittadini votano per eleggere dei rappresentanti che gestiscano la “res pubblica”.
Ma in che cosa consiste la “res pubblica” ?
Per poter rispondere a questa domanda è necessario partire da una precisa conoscenza dell’essere umano.

Quest’ultimo per sua propria costituzione deve continuamente mantenere un sottile equilibrio fra i bisogni riguardanti il suo corpo fisico, i moti della sua vita animica (psichica) e le sue aspirazioni verso la realizzazione di mete spirituali.
Soddisfare i bisogni del corpo fisico significa apportare e mantenere nel corpo fisico stesso, in modo armonico, i quattro elementi che lo compongono: terra, acqua, aria e fuoco.
Fin dall’ antichità questi quattro elementi nella loro interrelazione sono stati considerati essenziali per mantenere la salute del corpo fisico.

La “res pubblica” è tutto ciò che riguarda i rapporti fra il singolo individuo e la società.
Si potrebbe senz’ altro affermare che la natura della “res pubblica” è composta dall’insieme della vita culturale, economica e politico-giuridica.
L’ambito politico-giuridico non dovrebbe gestire i primi due ambiti, soprattutto in modo coercitivo, ma solo vigilare rispettando la loro indipendenza e intervenire, per il bene della collettività, solamente in caso di comportamenti errati.

Qual è invece l’effettiva situazione delle cosiddette democrazie parlamentari più evolute?
I rappresentanti politici delle medesime sono uniti, condizionati e, in modo diretto, strettamente dipendenti da potentati economici sovranazionali.
Tutto ciò comporta che non vengano in primo luogo soddisfatti i bisogni dei cittadini ma che invece vengano salvaguardati e protetti gli interessi economici-finanziari di ristrette cerchie di persone che giungono non solo a gestire ma addirittura ad abusare delle radici, delle basi stesse della vita di ogni singola persona.

Questa globalizzazione dell’ economia mondiale, tuttora imperante, è stata presentata e imposta come panacea per qualsiasi problema dell’umanità. Lo strumento principale della globalizzazione sono le liberalizzazioni, che avrebbero dovuto comportare un innalzamento stupefacente della qualità di vita mentre invece le conseguenze sono state, e lo sono tuttora, opposte e disastrose.
Le liberalizzazioni ormai si stanno rivelando giorno dopo giorno matrici e causa di malessere sociale a tutti i livelli e  vanno a toccare direttamente ed indirettamente soprattutto l’integrità fisica dei popoli della terra perché, nonostante gli accattivanti proclami a favore del bene per l’ umanità, il fine vero delle liberalizzazioni è unicamente il profitto a scapito di tutto e tutti.

I quattro elementi

Per ciascun essere umano il benessere del proprio corpo fisico è essenziale nel contesto di tutta la vita.
Qualsiasi intervento eseguito dalla “res pubblica” dovrebbe salvaguardare e proteggere la terra, l’acqua, l’aria e il calore, i quattro elementi che costituiscono la vita umana e quella del pianeta terra.
In tal modo sarebbe salvaguardata la salute di ciascun essere umano poiché il suo corpo fisico è affine alla terra nella sua parte solida, all’acqua nel suo organismo liquido, all’aria nel suo elemento gassoso e, per quanto riguarda il proprio calore interno, è in rapporto al calore esterno in modo esiziale.
Se l’ individuo non si facesse imbrigliare la coscienza dalle sirene della disinformazione, allora potrebbe accorgersi di come vengano sferrati continuamente degli attacchi, estremamente nocivi, ai quattro elementi, alle radici principali della propria vita biologica.
Si accorgerebbe che l’attacco rivolto contro uno dei quattro elementi, a breve o a lungo termine, si ripercuote anche sugli altri tre per l’effetto domino. Inoltre tutto ciò ha influenza anche sulle condizioni economiche dell’intera umanità come gli esempi seguenti stanno a dimostrare.

Terra - Quando la terra viene continuamente irrorata, intrisa di concimi chimici non solo si devitalizza e  indebolisce la pianta ma i veleni così sparsi vanno ad interessare le acque reflue e sotterranee nonché quelle di superficie: fiumi, laghi e mari. Per conseguenza, inquinando l’aria, creano morie fra gli insetti impollinatori rompendo il delicatissimo equilibrio esistente fra terra, acqua ed aria. Anche il quarto elemento, il calore, si disarticola e il tutto crea squilibri e malattie nel pianeta e nell’ organismo degli esseri umani, nonché dissesti economici conseguenti.
Ciascun elemento non viene trattato e curato amorevolmente a servizio del pianeta e dell’ umanità tutta ma, al contrario, viene asservito da ristrette cerchie finanziarie come fosse uno strumento atto a creare ottimi affari economici per soddisfare il loro egoismo.
Tramite gli O.G.M. (organismi geneticamente modificati), si è cercato e si cerca di trasformare la pianta, figlia privilegiata della terra, in un avvilente prodotto economico. Gli O.G.M. rendono sterili le piante costringendo l’agricoltore ad acquistare i semi per le nuove produzioni ogni anno da imprese multinazionali monopoliste che hanno il solo fine del profitto economico.

AcquaPer quanto riguarda l’ acqua, aldilà dell’ inquinamento ormai assodato, questo secondo elemento basilare della vita per l’imperante e mal compreso messianico principio della liberalizzazione di ogni cespite economico, viene equiparata ad un qualsiasi prodotto tramite la privatizzazione degli enti pubblici preposti alla sua erogazione.
In tal modo un bene pubblico di fondamentale importanza per la vita giorno dopo giorno, nella maggior parte delle nazioni del mondo, diviene proprietà di pochi.
Anche l’Italia da poco tempo si è allineata e piegata ai voleri degli organi economico-finanziari sovranazionali privatizzando l’ acqua.

Aria, FuocoInfine il destino del terzo elemento, l’aria, è strettamente legato a quello del quarto elemento il fuoco o, per meglio dire al calore.
La creazione di energia termica è fondamentale per tutto l’apparato produttivo delle economie più avanzate, ma questo apparato si basa quasi esclusivamente sull’ utilizzo del petrolio e dei suoi derivati, che però genera pesanti effetti collaterali per l’uso indiscriminato che ne viene fatto.
Gli elementi terra, acqua e soprattutto aria vengono sempre più pesantemente inquinati da fattori differenti, diversi dalla loro natura mentre invece il calore terrestre naturale viene caricato di altro calore che risulta comunque estraneo alla sua vera natura, determinando il cosiddetto riscaldamento globale.
Oltre le già riconosciute malattie causate dai combustibili fossili che generano inquinamento estremamente nocivo è da sottolineare ancora un altro effetto sull’essere umano del tutto particolare.

Conseguenze dell’inquinamento

Esiste un misterioso rapporto fra respirazione, circolazione sanguigna e mondo dei sentimenti.
E’ conosciuta la relazione tra un sentimento di paura e il conseguente impallidire della persona. Il sangue, a causa della paura, si ritira dalla periferia all’interno dell’organismo per salvaguardare gli organi essenziali alla vita quali, ad esempio, il cuore. Il contrario avviene quando una persona arrossisce per una improvvisa emozione piacevole, o di imbarazzo, o di vergogna: il sangue affluisce alla periferia.

Un sangue caricato da veleni provenienti dall’aria respirata causa squilibri anche nel corretto ritmo della respirazione e ciò comporterà, come conseguenza dell’inquinamento dell’aria, un ottundimento nella manifestazione dei sentimenti.
Specialmente la possibilità di espressione dei sentimenti più nobili, in primis l’ amore per tutto ciò che circonda l’essere umano stesso, saranno quelli che con più difficoltà potranno esprimersi e poiché sono proprio i sentimenti più nobili che tengono a bada gli istinti inferiori, quando i primi si indeboliscono i secondi prendono il sopravvento.

Anche l’acqua, simbolo stesso della vita, se viene pesantemente inquinata da agenti esterni, non é più vitale, non é più carica di energia e quando viene assimilata dall’organismo umano determinerà non solo danni fisici inevitabili ma, fra le altre ripercussioni, porterà nell’interiorità dell’essere umano ad una progressiva perdita di gioia di vivere.
Infine l’inquinamento dell’elemento terra, che si manifesta negli alimenti solidi, influirà direttamente nei processi digestivi, nella trasformazione degli alimenti solidi in energia vitale. Essa è preposta a tutto ciò che si manifesta nel movimento fisico sia esterno che interno e nella sua massima espressione è conosciuta come volontà.
Un’ alimentazione carente di energia vitale indebolirà non solo l’organismo fisico, ma smorzerà anche la spinta ad agire, a prendere decisioni, spegnendo poco a poco la volontà nell’individuo.

L’azione del singolo

Sulla salvaguardia di questi quattro elementi di fondamentale importanza per la vita del pianeta Terra e dell’umanità tutta sembrerebbe ovvio che dovessero vigilare i rappresentanti politici eletti, apparentemente in modo democratico, dai cittadini delle varie nazioni. Purtroppo ciò non avviene perché ormai esiste una grave patologia riguardante il rapporto fra politica ed economia finanziaria, come già accennato all’inizio di questo scritto.
Alla fine del XIX° secolo nel mondo occidentale è iniziato ad affermarsi sempre più decisamente il passaggio da una forma di civiltà agricola ad una configurazione economica di tipo industriale.

Questo processo ha richiesto un ingente flusso di capitali per creare le prime grandi industrie (Ford, Krupp ecc.) e leggi “ad hoc” per sostenere nel tempo le attività produttive.
In seguito fu necessario trovare una forma di conciliazione fra politica e macroeconomia, che sempre più si stava avviando a divenire macrofinanza guidata soprattutto da due borse: Wall Street negli Stati Uniti e Londra in Inghilterra.
Avvenne purtroppo un capovolgimento dei compiti a scapito di tutti i cittadini del mondo.
La politica che avrebbe dovuto essere al servizio del bene pubblico anno dopo anno venne asservita all’ interesse egoistico di ristrette cerchie finanziarie.

Al tempo presente questa perversa situazione ormai si è tragicamente consolidata. Si è di fatto creata una oligarchia economica-finanziaria, che controlla le classi politiche delle nazioni più industrializzate del mondo.
Quando la classe politica non difende adeguatamente la salute e la qualità della vita dei suoi cittadini non rimane che un’unica soluzione. Se l’individuo non si ritiene adeguatamente rappresentato e tutelato dalla classe politica allora deve prendere in mano egli stesso la propria vita.*
L’uomo per evoluzione naturale, nel presente momento storico, ha la possibilità di avviare dei processi di coscienza sempre più chiari per cogliere l’autentica realtà del mondo che lo circonda in tutte le sue molteplici manifestazioni.
Ciò gli permetterà di sceverare la verità dalle menzogne che quotidianamente vengono divulgate dai mass-media, nella quasi totalità proprietà di quei medesimi centri di potere economico-finanziari. Inoltre, cambiando la direzione sempre più condizionata dei suoi pensieri e sentimenti, dapprima partendo da se stesso e poi unendosi ad altri uomini liberi, potrà agire attivamente per cambiare la struttura della società.

Giovanni Peccarisio

Maestro Scuola Waldorf, laureato alla “Libera Università della Scienza dello Spirito” al Goetheanum di Dornach (CH).
Autore dei seguenti libri: “Evoluzione storica della coscienza” e “Ereditarietà ed individualità” e delle dispense: “La forza dei sentimenti“, “Malattie infantili“, “Bambini iperattivi

*Questa risoluzione è stata ampiamente descritta e motivata nella mia dispensa di prossima pubblicazione:

Cause e crisi nella gestione del denaro”.

Tratto da: www.disinformazione.it

dicembre 14, 2009

E adesso pover’uomo..?!? (smettano di gioire le iene, è lacerocontuso!! Si Si)

Pover’uomo un CAZZO!

Propio lui che demonizza gli avversari politici ed istituzionali, denigrando, minacciano e distruggendo vite private e carriere politiche senza alcun rimorso e con la sfrontatezza di esprimere poi solidarietà il giorno dopo, come se gli attacchi indegno partiti dai suoi giornali di famiglia e dalle sue reti siano cosa diversa dal suo espresso ed implicito volere…

Di pochi giorni fa il caso del giudice tampinato, ripreso, seguito, pedinato perchè REO di aver osato condannare a risarcire il “Delinquente del Cosiglio” per aver corrotto i giudici in un processo e aver ovviamente danneggiato la parte avversa al delinquente che ha subito enormi perdite economiche dall’atto criminoso del delinquente e dei suoi tirapiedi anchesssi peraltro condannati (pur essendo ad oggi impuniti di fatto)… E il governo al servizio del delinquente e la sua banda di accoliti e sudditi ha prontamente bloccato l’esecuzione della sentenza, roba che se intervenisse cosi anche per la disoccupazione, le famiglie che stanno per finire la cassa integrazione ecc. saremmo il meglio paese in cui vivere al mondo….

O la stotia di Fini oggi demonizzato sulla RAI 2 (che pago io, paghiamo noi per fare proselitismo e propaganda immonda peggio di Emilio Fede con cui si da il cambio nelle varie fascie orarie) che per aver osato contraddire le immonde mire del delinquente del consiglio – Negus e Padrone indiscusso (secondo la sua testaccia bacata).. che dalle colonne della prima pagina de “Il Gionale” poi strombazzato 24 ore su ventiquattro a reti unificate per presunte foto di festini sessuali Made in Corona è stato minacciato (non certo velatamente) e per sua fortuna ha contrattacato querelando altrimenti finiva nel tritacarne mediatico con i buffoni su RAI 2 e Pomeriggio 5 a disquisire atteggiandosi ad esperti come se avessero, loro ex pornostar, Ctitici d’arte falliti che quando aprono bocca sembra nà fogna tra sproloqui allucinati, parolaccie e ingiurie (parlo di Sgarbi Vittorina x chi si fosse sintonizzato con la testa tra le nuvole o all’estero) e l’insulza solita banda di delinquenti impuniti, lecchini di professione e Psichiatri prezzolati un tanto al Kilo capitanati dal recchione confesso (ma non provato, a quanto sembra è solo un out-out mediatico, al nostro amico piacciono le donne ma ormai ha fatto la buttade e adesso il resto è storia, ce lo sorbiamo ogni santo giorno st’altro falllito), e Barbara Palombelli…. n’altra immonda & inutile moglie di un farabutto di professione…

Come dire il peggio che c’era l’abbiam trovato, il meglio deve ancora venire?!?

Adesso si lamentano, ma quando La Russa mandava i giovani fascisti a tirare uova marce e pomodori al Premier Romano Prodi cosa faceva, non seminava quel clima che adesso additano come conseguenza di chi evidenzia il malaffare piùttosto di chi il malaffare lo perpetra, lo oblitera, lo agevola, ne fa un modus operandi inconfondibile e vergognoso sotto ogni punto di vista, convinto che la gente tanto scordi rapidamente…

Vi ricordate quando gruppi dei circoli sociali di Roma (di Destra) urlavano “Mortadella, Mortadella” e con una mortadella e un coltello esplicitamente mimavano… Le uova, le contestazioni violente e le aggressioni verbali e fisiche? Tutto perchè bisognava fare in fretta a far cadere il governo, corrompendne i membri, i senatori… denigrandoli, aizzando piazze e quant’altro prima che potessero processare il delinquente e dimostrare finalmente a lui per primo che non è persecuzione politica, ma giustizia come recita nei tribunali, “Uguale per Tutti i cittadini“.

E adesso chi ha seminato raccoglie, questo è ancora niente, io personalmente mi aspetto (da quel che sento frequentando i più svariati ambienti) che al culmine dell’impoverimento della fascie sociali dei lavoratori a metà 2010 in avanti la gente, quei milioni che avranno perso il lavoro e riconosceranno quella disperazione che conobbero prima di loro i loro padri, i loro nonni oggi bisnonni di quella generazione che scrive solidarietà al pazzo assalitore su Facebook, arrivi all’esasperazione e a gesti inconsulti..

C’è un clima in Italia che presagisce che una volta che parte il primo per davvero (non un pazzo con una statuina…) poi partono tutti e arriva la guerra civile, chi ha perso il lavoro che bastona il ricco industrialotto che ha chiusa l’azienda nascondendo i soldi all’estero e lasciando senza stipendio e senza lavoro i suoi dipendenti, che non si godrà i soldi arraffati, ma volerà dalla finestra come il povero anarchico Pinelli ieri additato e oggi finalmente riconosciuto vittima anchegli di quella stagione…

Oggi carnefici, domani vittime ma pur sempre morti, è questo che vogliamo? Non è forse meglio scendere tutti in piazza e chieder dimissionia questo delinquente? Lui si fa processare, e se come lui dice è innocente, le nostre scuse e gli ridiamo il voto! Per l’intanto il centrodestra non è solo Berlusconi, hanno vinto, non solo ha vinto le elezioni, sono in centinaia che ne potrebbero prendere anche solo temporaneamente il posto, continuando a mandare avanti il paese e concentrandosi finalmente sui problemi reali della gente che paga le tasse e crepa negli ospedali, che è senza lavoro o sta per rimanerci ecc. senza dover più star immobile a trovare scappatoie ignobili ai guai esclusivamente giudiziari dell’impunito per antonomasia.

Dovevano fare i rigassificatori… dovevano risanare, innovare, investire in ricerca e sviluppo… non hanno fatto niente di tutto questo, ma son già 3 volte che lavorano all’unisono per il cavaliere, adesso vogliono rimettere in libertà, negando giustizia alle vittime e rimettendo chi ha denunciato in pericolo alla mercè del suo aguzzino , migliaia se non milioni di delinquenti di ogni risma ed estrazione indultati e prescritti per tener fuori dalle patrie galere un uomo solo…  Ma dove siamo signori, ci strupiamo che lo abbiano aggredito? Io mi stupisco che non lo abbiano fatto prima! In un altro paese come la Grecia o l’inghilterra, o Israele ad esempio sarebbero sciesi in piazza e sino alle sue dimissioni non se ne sarebbero andati!

Noi che famo? Nulla siamo come gli Americani, indebitati e ricattabili, non possiamo permetterci di dissentire, dobbiam pensare solo a lavorare e abbassare la testa sennò le banche ci portano via anche quel poco che abbiamo, abbiamo fatto il loro gioco, ma se ci muoviamo all’unisono in  migliaia/milioni, vinciamo noi! Se ci impuntiamo chi viene a rubarci la casa? Chi i banchieri senza la polizia? io credo propio di no! Se ci alleiamo tutti diventiamo maggioranza per davvero, non solo come oggi maggioranza silenziosa! E allora bisogna esprimere il nostro dissenso, chiedendo perentoriamente le dimissioni di Berlusconi o le elezioni! E intanto si inizia lo sciopero fiscale totale, la sbirranza senza stipendio non si muove, e se ci fanno incazzare li licenziamo, eccheccazzo li paghiamo noi Si o No?!? E allora!!

Dimissioni! o Elezioni!

dicembre 11, 2009

Mafia, processo Dell’Utri: Graviano smentisce Spatuzza e incolpa Gianni Morandi!

Parole che hanno rincuorato il senatore del Pdl, condannato a nove anni in primo grado, secondo cui “non c’è proprio nulla in questo processo”.

“Spero che siccome non c’è niente, alla fine venga fuori”, ha detto ai giornalisti che gremivano l’aula di giustizia di Palermo. “Mi sono meravigliato della dignità e della compostezza di questo signore. Ha detto cose che mi meravigliano. Nel guardarlo ho avuto l’impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze. Graviano sembra un pentito Spatuzza no”, ha sottolineato.

GIUSEPPE GRAVIANO NON RISPONDE

Nell’ambito dell’udienza odierna, oltre a Filippo Graviano, doveva essere ascoltato anche Giuseppe, che si è avvalso però della facoltà di non rispondere. Per motivi di sicurezza, i due boss ergastolani — che non sono “pentiti” — sono stati collegati in videoconferenza con l’aula palermitana dai penitenziari dove sono detenuti in regime di 41 bis, l’articolo di legge che consente il cosiddetto “carcere duro” contro i mafiosi.

“Giuseppe Graviano è sepolto vivo, è in una situazione alienante, perché dovrebbe rispondere al processo? Cosa ci guadagna?”, ha commentato il suo avvocato, Giuseppe Giacobbe, annunciando che il suo assistito ha inviato un memoriale via fax alla corte di appello presieduta da Claudio Dall’Acqua denunciando che “non è sottoposto a un 41-bis normale, è tutto un sistema mirato ad annientare la sua personalità per acquisire nuovi collaboratori di giustizia”.

Con riguardo proprio a Giuseppe, Spatuzza aveva raccontato in aula nei giorni scorsi che il boss, durante un incontro a Roma nel gennaio del ‘94, gli nominò Berlusconi e Dell’Utri come i referenti politici della cupola mafiosa nelle stragi di mafia del ‘92-’93 — l’attentato agli Uffizi di Firenze, le bombe a Roma e in via Palestro a Milano, il fallito attentato allo stadio Olimpico della capitale.

Spatuzza, 45 anni, è stato condannato all’ergastolo per 6 stragi e 40 omicidi, molti dei quali eseguiti nei primi anni 90 proprio su mandato dei Graviano, che dal carcere continuavano a impartire ordini ai loro uomini.

Arrestato nel 1997, ha cominciato a collaborare con la giustizia nel 2008.

Le sue dichiarazioni sui contatti fra mafia e politica hanno riaperto il dibattito sull’uso dei pentiti e sui benefici a loro concessi per legge in caso di collaborazione con la giustizia, con alcuni — tra cui lo stesso Dell’Utri, che anche oggi è presente in aula — che hanno chiesto una modifica dell’attuale legislazione.

E INTANTO in Quel di BARI!

BARI (Reuters) – Il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio per due episodi di corruzione, abuso d’ufficio, peculato e illecito finanziamento al partito. Lo ha deciso il gup di Bari Rosa Calia, secondo quanto riferito da fonti giudiziarie.

I fatti risalgono al periodo in cui Fitto era presidente della Regione Puglia. L’accusa è di aver ottenuto, durante la campagna elettorale per le Regionali del 2005, una tangente da 500mila euro che sarebbe stata versata dall’imprenditore romano Giampaolo Angelucci, anch’egli rinviato a giudizio.

Fitto, che ha sempre respinto le accuse, è stato invece prosciolto dall’accusa di associazione a delinquere, concussione e tre episodi di falso, relativi ad attestazioni di spese di rappresentanza.

L’avvocato di Fitto e parlamentare del Pdl Francesco Paolo Sisto ha commentato: “Questa è la degna sentenza di un degno giudice della Repubblica Italiana. Una sentenza che condivisa o non condivisa bisogna accettare con la massima serenità. L’impostazione accusatoria risulta demolita”.

Secondo l’accusa la somma di denaro sarebbe stata versata al movimento “La Puglia prima di tutto”, fondato dall’ex governatore della Regione Puglia, a sostegno della campagna elettorale. In cambio, sostiene l’accusa, le società di Angelucci si sarebbero aggiudicate l’appalto per la gestione delle Rsa, residenze sanitarie assistite pugliesi.

Fitto si era già difeso davanti al gup lo scorso 17 novembre, negando ogni addebito. Parlando con i giornalisti, inoltre, Fitto aveva detto che “se l’accusa fosse vera sarei il primo politico al mondo ad aver ricevuto una tangente con bonifico bancario”.

Tra i 77 imputati nel procedimento, denominato “La Fiorita”, c’era anche Mario Morlacco, ex direttore dell’Ares di Puglia e oggi sub commissario alla Sanità del Lazio. Morlacco è stato assolto oggi dall’accusa di falso perché il fatto non sussiste.


Articoli tratti da: www.reuters.it (Pentito on-Demand & Fitto Mafia Connections)

dicembre 5, 2009

La Paura fà 90 – 1 Milione di Persone! Io c’ero!! Il Presidente Delinquente ha Paura!!

NO-B DAY-GIRANDOLA DI CIFRE: PER GLI ORGANIZZATORI SONO 1 MILIONE, PER QUESTURA 90MILA

05 Dic. – Cifre in aumento per la partecipazione al no B-day di Roma. Gli organizzatori parlano di “oltre un milione di partecipanti”, lo riferisce Gianfranco Mascia uno dei promotori della manifestazione. Secondo gli organizzatori oltre a piazza San Giovanni colma, ci sarebbero manifestanti in tutta l’area che circonda il luogo finale del corteo, dove si sta svolgendo la parte finale della manifestazione con interventi di esponenti della societa’ civile e della cultura, a cui seguira’ un concerto. “Oggi non e’ una manifestazione”, ha aggiunto Mascia, “e’ il giorno della ‘rivoluzione viola’ per cambiare il Paese”.
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Sono novantamila, secondo una stima della polizia, i partecipanti alla manifestazione per ilNo B-Day“, in piazza San Giovanni a Roma, per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Gli organizzatori ritengono che le cifre potranno modificarsi ancora verso l’alto quando il corteo sara’ terminato e durante il concerto che si terra’ dopo gli interventi dal palco di esponenti della societa’ civile, dei movimenti, del mondo della cultura, con collegamenti anche con le piazze all’estero dove si stanno svolgendo analoghe iniziative.

La Paura fà 90 – 1 Milione di Persone! Io c’ero!!

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DI PIETRO: NON DIRO’ NULLA SU BERSANI E PD – Nel giorno del ‘No B-day’ Antonio Di Pietro si dimostra aperto verso il Pd e il suo segretario. “Oggi non mi sentirete dire una sola parola”, ha detto ai giornalisti in piazza San Giovanni, “su questo o quel partito. Oggi ci sentiamo un’anima sola con il popolo viola per mandare a casa Berlusconi”. “Dalla piazza viene un messaggio preciso siamo qui per mandare al piu’ presto Berlusconi a casa”. Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha aggiunto: “Liberiamoci del governo Berlusconi. Piu’ siamo, piu’ opposizione si fa e prima ce ne libereremo. Ci auguriamo che il buon esempio dato oggi dalla societa’ civile sia seguito da tutta la societa’ politica per ritrovare l’unita’ dell’opposizione senza nessuna accondiscendenza per Berlusconi”. E ha continuato: “Nel nostro Paese cio’ che fa male e’ il tumore Berlusconi, non la piazza che vuole curare l’Italia. Qui non ci sono scalmanati che fanno contestazione fine a se stessa, ma la societa’ civile che vuole dare un’alternativa al Paese. Quello di oggi e’ il primo passo per un’alternativa di governo e non per una opposizione preconcetta”.
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BINDI: IN PIAZZA PARTE IMPORTANTE DEL PD – “Se ci fosse stato tutto il Pd, in piazza non ci si sarebbe entrati…”. Con questa battuta Rosy Bindi, presidente del Pd, sdrammatizza le polemiche che hanno preceduto il ‘No B-Day e da un’ affollata piazza San Giovanni ha sottolineato: “Del Pd ce n’e’ un po’ perche’ questa e’ una manifestazione di liberi cittadini. Chi e’ voluto venire in piazza ci e’ venuto, non ci dividiamo su questo. Per fortuna c’e’ una cittadinanza che si indigna, che si ribella, che chiede liberta’ e il rispetto della Costituzione. Le alternative al governo di centrodestra si costruiscono con le parole fondamentali per la vita democratica: legalita’, liberta’, partecipazione e solidarieta’”.
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ROBERTO VECCHIONI: SIAMO QUI PER CAMBIARE – In piazza per il ‘No B-Day’ c’e’ anche il cantante Roberto Vecchioni: “Le manifestazioni riescono o non riescono e questa e’ riuscita, perche’ c’e’ stato un tam-tam popolare e i mezzi per comunicare sono stati quelli giusti. Si vuole prendere le distanze da un governo totalmente inefficace, ma ci si guarda soprattutto intorno per vedere che cosa si puo’ fare per questa grande Italia. Ripeto, io non sono qui contro, ma sono per…”.
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MARIO MONICELLI: MANDARE A CASA BERLUSCONI - “Siamo qui per questo, per mandare a casa Berlusconi”, ha detto il regista Mario Monicelli, che partecipa al ‘No B-day’, e ha aggiunto: “Ma non solo lui, anche tutti quei vecchi arnesi della politica voltagabbana e corruttori. Dobbiamo cacciare via i politici cattivi”.
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DILIBERTO: L’ASSENZA DI BERSANI INDEBOLISCE IL MOVIMENTO – La sinistra italiana vuole ripartire costruendo opposizione nel Paese. Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, esponente della muova Federazione della Sinistra, ha detto: “Vogliamo servire l’opposizione nel Paese, non solo nelle istituzioni”. Quanto all’assenza in piazza del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, Diliberto ha aggiunto: “Si delude chi si era illuso. Ero convinto che il Pd alla fine non avrebbe aderito ufficialmente. Pero’ questa piazza e’ piena di elettori e militanti del Pd, e’ il segno che qualcuno aveva sbagliato. L’assenza di Bersani indebolisce tutto il movimento”.
Articolo preso da: www.clandestinoweb.com
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